Somalia: Londra propone missione di pace Onu

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Somalia: Londra propone missione di pace Onu

24 Aprile 2008

Londra ha messo a punto una bozza di
risoluzione in cui si sollecitano le Nazioni Unite a
intensificare le iniziative di pace in Somalia.

L’obiettivo è l’invio di una missione di pace nel Paese del Corno d’Africa,
che subentri a quella oggi presente sul terreno dell’Unione
africana (Amisom). La scorsa settimana, il governo di transizione
somalo è intervenuto al Palazzo di Vetro chiedendo al Consiglio
di sicurezza di prendere in carico la sicurezza e di inviare una
forza multinazionale per sostituire l’Amisom.

Il mese scorso, era stato il Segretario generale dell’Onu, Ban
Ki-moon, a lanciare un appello alla comunità internazionale per
un maggiore impegno nel Paese, invitando a prendere in
considerazione iniziative militari per riportare la pace in
Somalia. Nell’ambito di tale sforzo, lo stesso ufficio Onu, oggi
con sede nel vicino Kenya, verrebbe trasferito a Mogadiscio. La
bozza di risoluzione britannica, ottenuta dall’Ap, rafforza
l’appello di Ban e sollecita maggiore collaborazione da parte Onu
per la stesura di una costituzione e l’organizzazione del
referendum costituzionale e delle elezioni del 2009, come
previsto dalla Carta costituzionale provvisoria approvata nel
2004. In vista del dispiegamento dei caschi blu, il documento
sollecita tutti i Paesi della comunità internazionale a garantire
finanziamenti, personale e attrezzature ai militari Amisom
impegnati oggi in Somalia. La forza Ua conta infatti solo 2.600
degli 8.000 caschi verdi previsti inizialmente.

Sul fronte militare, Ban ha suggerito l’eventualità di
rimpiazzare inizialmente i soldati africani con una forza
internazionale, in modo da facilitare il ritiro delle truppe
etiopi presenti in Somalia, intervenute a sostegno del governo di
transizione nel dicembre 2006 contro le Corti islamiche. Una
forza multinazionale che verrebbe poi sostituita da una missione
Onu composta da 27.000 soldati e 1.500 agenti di polizia. Nel
documento presentato dal Regno Unito si afferma che Ban dovrebbe
continuare a mettere a punto la missione, prendendo anche in
considerazione “altre opzioni riguardo a misura, configurazione,
responsabilità e l’area di intervento della missione, in base
alle diverse condizioni sul terreno”. La bozza sottolinea
tuttavia che il dispiegamento della forza Onu non avverrebbe in
tempi rapidi.

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