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Somalia. Pirati fanno uno sconto in nome dell’Islam

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"Se accertiamo che la petroliera sia davvero di proprietà saudita, allora la potremmo liberare accontentandoci di quattro milioni di dollari come riscatto". Lo hanno annunciato i pirati somali che hanno sequestrato la nave saudita 'Sirius Star' al giornale arabo 'al-Hayat'.

A due giorni dalla scadenza dell'ultimatum, i pirati tentano in tutti i modi di ottenere un riscatto, seppur minimo rispetto ai 25 milioni di dollari chiesti a pochi giorni di distanza dal sequestro. "Le trattative restano aperte - afferma un portavoce dei pirati - il proprietario della nave deve mettersi in contatto con le persone giuste, il tentativo di trattare con una parte terza per noi non è credibile".

Secondo quanto ha rivelato uno dei pirati, Jami Adam, che ha rapito nei giorni scorsi un cargo battente bandiera greca al largo del golfo di Aden, in questo momento i banditi somali hanno sequestrato 14 navi. I pirati in tutto sarebbero 200 e per ogni nave chiedono un riscatto che va dai tre ai quattro milioni di dollari.

"Non c'è nessuno che ci assicuri che la Sirius Star sia una nave saudita - spiega - al suo interno abbiamo trovato un solo cittadino saudita. Quando accerteremo che si tratta di una nave saudita la lasceremo libera, perché noi non uccidiamo i musulmani".

I pirati danno anche cinque mesi di tempo per risolvere la questione, altrimenti porteranno l'equipaggio sulla terra ferma e li terranno sotto sequestro in un villaggio somalo, per poi chiedere un riscatto per ogni singolo marinaio.

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