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In scienza e coscienza

Sprechi, inefficienza ed altre chicche dell’Istituto Nazionale di Astrofisica

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Vi fareste curare il fegato da un ragioniere? La risposta evidente è no a meno di essere completamente irresponsabili. Pero’ questo semplice concetto non si applica invece all’l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica , con sede principale a Roma.

L’ente, fin dalla sua nascita nel 2001, vivacchia in uno stato semivegetativo e non è mai riuscito effettivamente a decollare. Nasce accorpando i 12 Osservatori astronomici ed astrofisici presenti in Italia e che avevano sempre goduto di una completa autonomia gestionale ed amministrativa. Il Consiglio di Amministrazione fu formato da esperti del campo e, per alcuni di essi, anche con buone capacità manageriali. Purtroppo, il Presidente prescelto, di sinistra e vicino al governo in carica, si dimostrò non in grado di proporre un piano di sviluppo efficace né di ottenere un adeguato stanziamento di bilancio.

La situazione è andata peggiorando nel corso degli anni confermando il ridotto peso negoziale delle persone scelte a dirigere l’Istituto, certo onesti scienziati ma con scarso peso negoziale nei confronti dei Ministri di riferimento.

Nel 2005, con il riassetto degli enti di ricerca, la situazione si aggrava: confluiscono in INAF i laboratori spaziali del CNR portando il personale da 900 addetti ai 1279 attuali. Il fondo di funzionamento però non aumenta se non per coprire gli stipendi del personale che pesano per il 90% del bilancio. Nel frattempo l’ente si imbarca in varie iniziative, di elevato prestigio ma con un costo rilevante, sì che è necessario accendere prestiti sempre più onerosi per poter onorare gli impegni.

E’ questa una scelta operativa giusta? Certamente la ricerca italiana nel settore è ad altissimo livello in alcune aree e tale andrebbe mantenuta. E’ da valutare, pero’ se tutte le attività accese e mantenute in vita siano giustificate visto che lo stesso Ministero dell’Università, a fronte dei 125,6 milioni richiesti, dai 92 del 2009 ha ridotto il bilancio 2010 ad 89. Alcune strutture dovranno necessariamente chiudere o funzionare a ritmo ridotto; una, addirittura, sarà inaugurata senza poi diventare operativa.

Come mai gli amministratori non hanno saputo individuare una strategia vincente per l’ente ed i canali istituzionali necessari per poterla attuare? Perché non hanno tratto le conseguenze del loro insuccesso?

L’attuale composizione del CdA è un lascito del passato governo e della politica che ha caratterizzato l’operato dell’On.le Mussi, Ministro pro-tempore dell’Università. Sciolto il vecchio Consiglio nominato dalla Moratti dove sedevano esperti del campo, il Ministro ha nominato i suoi rappresentanti “organici” alla colorazione dell’esecutivo in carica, e sin qui nulla di scandaloso, scegliendone due molto particolari. La prima è una professoressa di diritto penale, il secondo un climatologo: certamente competenti nella loro materia lasciano pero’ perplessi quanto al contributo che possono fornire ad un Istituto di ricerca astrofisica sia in termini manageriali, data la peculiarità della situazione operativa, sia in termini di rappresentatività nazionale ed internazionale nel settore. I risultati sono quelli che abbiamo riportato. 

Ma non è finita: pochi sanno che l’attività di ricerca dell’INAF è per larga misura di tipo spaziale ed è finanziata da un altro soggetto, l’Agenzia Spaziale Italiana, che ha il compito istituzionale di sostenere e sviluppare le attività spaziali del paese. Siamo all’assurdo di un ente, nato per svolgere ricerca astrofisica, che funziona soltanto grazie al finanziamento di un secondo ente erogatore senza il quale non potrebbe svolgere i suoi compiti istituzionali.

Ha senso aver creato una struttura incapace di funzionare in maniera autonoma e con una sede centrale, un’amministrazione ed uno staff gestionale, di costo non irrilevante, per gestire questo fantasma?

Presto il Governo attuerà l’ennesimo riordino degli enti di ricerca: questa è l’occasione per arrestare un inutile spreco di risorse cercando piuttosto di ottimizzare e snellire le strutture esistenti. Così come stanno le cose sarebbe meglio fare assorbire l’INAF dal Consiglio Nazionale delle Ricerche istituzionalmente preposto allo sviluppo ed al sostegno della ricerca scientifica.

Chissà se i Ministri Gelmini, Brunetta e Tremonti avranno la forza, e il coraggio, per affrontare e risolvere questo problema: sarebbe un’occasione unica per dare un segnale inequivocabile nella direzione di un modo nuovo di favorire la modernizzazione del mondo scientifico ed un uso razionale del denaro dei contribuenti.

 

 

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5 COMMENTS

  1. Caro Kopernicus, cominci a
    Caro Kopernicus, cominci a dire ai suoi lettori come si chiama, assumendosi la piena responsabilita’ delle affermazioni che riporta. Io mi chiamo Ignazio Porceddu, lavoro nell’INAF e, come molti altri colleghi, sono sufficientemente stufo degli articolisti arrembanti come lei. Per di piu’ anonimi. Sia concreto, amico mio, non invochi la punizione divina dei Ministri.

    La saluto cordialmente

  2. A me sembra che si stia
    A me sembra che si stia sparando sull’Istituto indiscriminatamente avendo solo l’obiettivo di farne fuori la dirigenza. Anche con arroganza e mancanza di rispetto verso una moltitudine di persone che fa egregiamente il proprio lavoro, e che sostiene il prestigio della cultura scientifica italiana nel campo delle scienze fisiche e spaziali anche all’estero. Che l’INAF necessiti una gestione meno burocratica e più capace di interagire con il mondo politico economico e’ un fatto che può essere discusso… se gli Istituti ex CNR vogliono tornare al CNR dove erano meglio finanziati e meno controllati… facciano pure…. l’istituto nato dalla fusione degli osservatori (il primo INAF) aveva tutte le carte per funzionare magari mantenendo le stesse prerogative che erano degli Osservatori astronomici e astrofisici, ovvero sinergia con l’Università e agilità nella gestione amministrativa. Quello che è oggi l’INAF è il frutto di una riforma fatta senza investimento.
    Quindi adesso non pigliamocela solo con chi ha gestito l’INAF. Diamo anche le giuste responsabilità a chi effettua riforme miopi e insensate.

  3. Articolo sull’ INAF
    Questo articolo mi sembra scritto da una persona ignorante dei fatti e senza un minimo di cultura scientifica. Il lettore dovrebbe sapere:
    1. Che l’ astrofisica e’ il fiore all’ occhiello della ricerca italiana, con pubblicazioni di prestigio, premi e riconoscimenti notevoli,
    2. Che il CNR ha trascorso una grave crisi perche’ il modello “impiegatizio”, gerarchico e burocratico che usava si e’ rivelato fallimentare, e per questo gli itituti del CNR sono stati incorporati all’ INAF e non viceversa. Ora fare il contrario sarebbe veramente contrario a qualsiasi logica!
    3. Che mancano i fondi non perche’ i dirigenti dell’ INAF passati e presenti siano incompetenti, ma perche’ abbiamo un governo che ha portato i finanziamenti alla ricerca scientifica IN GENERALE a livelli cosi’ bassi da essere inaccettabili per un paese industrializzato. Crisi economica o meno, questo e’ gravissimo ed assurdo e non sta accadendo negli altri paesi,
    4. I progetti scientifici sono a lungo respiro e si fanno su basi di anni. Non e’ certo che in questo momento il personale dell’ INAF sia con le mani in mano. Anche solo lavorando con i dati di archivio potrebbe continuare a produrre risultati fino alla pensione… e parlo di tutto il personale, anche i piu’ giovani. Il problema che ci preoccupa e’ il futuro. Se non si iniziano e continuano NUOVI progetti di grande livello al livello di eccellenza internazionale a cui siamo abituati, la ricerca in Italia morira’, e con essa tante altre cose!
    5. Non ci sono certo struutture iNAF inattive o non produttive al momento!
    6. Non c’e’ ricerca scientifica o astronomia “di sinistra” o “di destra”, i nostri dirigenti non si riconoscono in un partito politico.

  4. articolo di Kopernicus
    Ho dimenticato di chiedere a “Kopernikus” nel precedente
    messaggio, che piano propone lui per i finanziamenti all’ astrofisica spaziale che non passi attraverso l’ Agenzia Spaziale Italiana. Gli ricordo (o lo informo, visto che sembra non sapere nulla della ricerca) che la NASA e le
    agenzie spaziali di Giappone e dei vari paesi europei finanziano ricerche di astrofisica ed erogano finanziamenti a vari enti pubblici dei loro paesi. Nessuno la ritiene una cosa assurda! Non riesco a capire cosa propone Kepler: di fare erogare i finanziamenti direttamente dal ministero? E chi sarebbero gli organi competenti del ministero secondo lui? O propone di non finaizare piu’ l’ astrofisica spaziale tout-court?

  5. Articolo sull’INAF
    Sono anch’io un ricercatore INAF, proveniente dagli istituti ex CNR (se dei lettori non del giro vogliono sapere cosa abbiamo fatto, leggano gli articoli di Bignami e Benvenuti su Le Scienze di ottobre !), e concordo con il collega che:

    – l’anonimato e’ una pessima cosa, io mi sono sempre firmato per qualsiasi cosa che attiene al mio lavoro

    – non se ne puo’ piu’ di attacchi qualunquistici che travisano i reali problemi e offendono le centinaia di ricercatori che continuano a fare una validissima attivita’ scientifica MALGRADO gli ostacoli burocratici e politici

    Vengo quindi a commentare nello specifico alcune affermazioni:

    – nel 2005 con la fusione tra istituti ex CNR e Osservatorii il fondo di finanziamento non aumenta. Il fatto e’ vero ma non vuol dire fosse sbagliata l’unificazione (paradossalmente, una delle poche cose buone fatte dal ministro Moratti) ma che era sbagliato farla a costo zero

    – sugli orientamenti politici dei Presidenti INAF. Sinceramente non li ho mai percepiti. Ero stato contento nel 2005 per la presidenza Benvenuti (che per me era comunque “uno di noi” ossia un astrofisico e non un “politico”)e lo sono stato per quella Maccacaro (che e’ ancor piu’ “uno di noi” nel senso che e’ ANCHE e FINALMENTE uno interno
    all’ente). Al CNR si’ che salvo recentemente i presidenti erano lottizzati col manuale Cencelli !

    Ed e’ scorretto attribuire ai presidenti il fatto che i governi non gli abbiano dato fondi nonostante l’ingaggio di un buon calciatore basterebbe a risolvere molti problemi dell’INAF.

    – sull’attivita’ di astrofisica spaziale finanziata dall’ASI, quelli di noi che lavorano o hanno lavorato per lo “spazio” lo sanno benissimo, ma secondo me la questione va ribaltata ! ASI e’ una agenzia e NON un ente di ricerca … la cosa migliore sarebbe se i fondi dell’astrofisica spaziale fossero gestiti direttamente da INAF, o altrimenti
    che esistesse un “programma obbligatorio” tipo ESA.

    Sara’ poi un caso, ma le presidenze ASI nominate da governi di dx sono sempre state ostili verso la ricerca di base.

    – infine sul proposto rientro dell’INAF entro il CNR, sono totalmente contrario. E lo dico come uno che e’ stato CNR dal 1982 fino alla creazione dell’INAF. Che ha sempre ritenuto che enti monodisciplinari siano meglio di enti
    pluridisciplinari. Al CNR la burocrazia romana pesava molto di piu’, i presidenti erano di nomina politica, e dopo la riforma le cose sono peggiorate : adesso invece dei “progetti di ricerca” hanno le “commesse” !

    Chi da’ una “commessa” per una survey cosmologica o per una ricerca sulle stelle di neutroni (o su qualsiasi cosa si faccia nel mondo in astrofisica, che e’ la stessa cosa che facciamo noi all’INAF e bene ? Ma fateci il piacere !

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