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Stalking. Famiglia tormentata per anni dopo lite su torneo di calcio

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Un'intera famiglia di un comune della Val d'Arda piacentina è stata perseguitata per quattro anni da un vandalo con danneggiamenti, telefonate notturne, sacchetti d'immondizia e sterco lanciati nel giardino e scritte ingiuriose sui muri di casa.

Alla fine, proprio i sacchetti hanno tradito il persecutore, 47 anni piacentino: uno conteneva lo scontrino della spesa fatta con una fidelity card attraverso cui è stato possibile per la polizia di Piacenza risalire all'operaio. È stato denunciato per atti persecutori, danneggiamento, ingiurie e minacce. Scoperto, ha confessato ai poliziotti della Squadra Mobile e si è detto pentito. Aveva avviato la lunga campagna di persecuzioni, ha spiegato, dopo aver avuto un diverbio durante torneo estivo di calcio amatoriale con uno dei componenti della famiglia, trentenne e brillante calciatore di prima categoria.

Un po' il livore per la lite, un pò la rivalità sportiva con il calciatore più bravo, i muri della casa della famiglia del giocatore negli anni si sono periodicamente coperti di insulti rivolti al giovane. Continue telefonate (da cabine pubbliche) piene di insulti hanno disturbato le notti dei vessati. Cui non è servito neppure installare persiane nuove, subito tutte ricoperte dalle solite scritte ingiuriose con vernice spray. Non venivano risparmiate neppure le automobili di famiglia, costantemente sfregiate con cacciavite: quando qualche anno fa il trentenne aveva ricevuto un premio come miglior calciatore della sua categoria, il rivale gli aveva addirittura danneggiato seriamente la macchina. «È stato un incubo, impossibile perdonarlo» ha detto la madre del calciatore perseguitato.

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