Staminali cordonali, Marini (Ecsel,Cnb): Biobanche pubbliche o private?

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Staminali cordonali, Marini (Ecsel,Cnb): Biobanche pubbliche o private?

25 Luglio 2007

“Ha fatto bene il ministro Livia Turco a richiamare l’attenzione sulle contrastanti evidenze scientifiche relative alle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali cordonali”. Cosi’ presidente del Centro di studi biogiuridici ECSEL e vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), Luca Marini.

Marini, che è stato autore della mozione sulle cellule staminali cordonali approvata dal Cnb il 13 luglio scorso, commenta le dichiarazioni del ministro della Salute rilasciate ieri nel programma SkyVivo. “E’ indispensabile- sottolinea – che il pubblico prenda coscienza di tale stato di incertezza scientifica, prima di chiedere, magari sulla scorta di informazioni ambigue o capziose, la conservazione del sangue cordonale, in Italia come all’estero”.

Appare tuttavia “sorprendente”, secondo Marini, che e’ anche presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e delegato italiano al Forum dei Comitati etici dell’Unione europea, “l’affermazione del ministro relativa all’ipocrisia insita nel divieto di istituire biobanche private, dal momento che lo stesso ministro ha ritenuto di ribadire tale divieto nella propria ordinanza del 4 maggio scorso”.

Probabilmente il ministro Turco manifesta “un orientamento personale che differisce da quello esplicitato nel provvedimento amministrativo”, che, peraltro, sottolinea Marini, “e’ stato impugnato innanzi al Tar”. E aggiunge il vicepresidente: “Il prossimo recepimento della direttiva comunitaria sulle biobanche rischia di aprire a forme di indebita mercificazione del corpo umano”.

La questione, quindi, conclude Marini, “non e’ quella di favorire le biobanche cordonali pubbliche o quelle private, ma disciplinare la materia senza vanificare il divieto di trarre profitto dal corpo umano sancito dalla Convenzione europea sulla biomedicina”.