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Strage di Duisburg: c’è il testimone oculare

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Parla Michael M. 32 anni, meccanico tedesco che stava passando davanti al ristorante “Da Bruno” al momento del fattaccio, e rivela alcuni dettagli importanti per gli inquirenti.

“Ho visto due uomini davanti al locale”, ha rivelato il meccanico, “avevano abiti scuri e uno di essi stava guardando dentro la pizzeria attraverso la vetrina. Quando ci siamo fermati, sono arretrati un pò, nell'ombra della parete dell'edificio". Poi Michael continua descrivendo i soggetti, "erano vestiti di scuro e indossavano jeans. Uno portava anche una giacca di jeans, l'altro aveva un giubbotto. Uno di loro aveva in testa un berretto scuro ed entrambi erano alti circa 1 metro e ottanta”.

Michael, che era in macchina con altri tre suoi colleghi, racconta di essere stato sorpreso dalle luci accese ad un orario in solito, “Era passata da poco l'una e trenta di notte. Mi aveva sorpreso l'ampia illuminazione e la forte musica del ristorante, che di solito a quell'ora è chiuso”. Il meccanico tedesco ha raccontato la sua serata al Bild Zeitung.

Secondo il pentito Giorgio Basile, interpellato dal giornale tedesco Express, i colpevoli avrebbero sconfinato in Olanda per far perdere le proprie tracce, "Quelli già 20 minuti dopo erano sicuramente in Olanda, dove si può prendere una camera d'albergo senza esibire il passaporto e far perdere per il momento le tracce".

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