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“Striscioni contro mamma di Ciro uno schifo ma chi offende non avrà mai la forza dei napoletani”

Il coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, Gaetano Quagliariello, non si rassegna. E la pioggia, come la sconfitta subita dal suo Napoli, non gli dà tregua: "Abbiamo ancora due obiettivi: la coppa Italia e l'Europa League, che ci consentirebbe di accedere alla Champions".

Ha visto che brutto striscione contro la mamma del povero Ciro Esposito?

"Uno schifo, ma noi napoletani siamo abituati. La nostra ironia ci consente di superare ogni difficoltà. E' una vera corazza. Napoli è essa stessa una filosofia di vita e il Napoli è il suo paradigma".

Basta questo?

"Veda, lo stadio esprime la pancia della società. E in questo momento si tratta di una pancia particolarmente turbolenta. Certo, ci offendono. Ma queste offese non avranno mai la forza di striscioni storici come quelli realizzati al tempo del primo scudetto azzurro: 'Che ve site perse', destinato ai defunti del cimitero e, l'altro, che evocava categorie morali non proprio edificanti di Giulietta".

Perché i rapporti con la tifoseria romana si sono così incrinati fino agli episodi di violenza del 3 maggio 2014, quando fu ucciso Ciro Esposito?

"C'è anche tanta casualità assieme alle cause storiche: il fatto che con il tempo abbiamo coltivato una vicinanza sportiva con la Lazio e che a lungo con la Roma abbiamo ingaggiato una contesa sul ruolo di capitale del Centro-Sud significa molto. Poi, gli incidenti di maggio sono altra cosa, ma l'ostilità nasce su una rivalità storica".

(Tratto dal Corriere del Mezzogiorno, intervista di Angelo Agrippa)

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