Stupro della Caffarella. Il “biondino” accusa la polizia romena

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Stupro della Caffarella. Il “biondino” accusa la polizia romena

10 Marzo 2009

Alexandru Izstoika Loyos, il rumeno che ha confessato per poi ritrattare lo stupro al parco della Caffarella, ha accusato la polizia rumena di "averlo preso a calci". "Quando sono stato solo con loro tre o quattro persone mi hanno fatto sedere in una sedia e hanno iniziato a picchiarmi", ha dichiarato.

Secondo l’interprete il giovane ha riportato che la polizia non gli ha "suggerito direttamente" la sua confessione, ma attraverso le domande. "Gli hanno chiesto come era vestita la ragazza, lui si è buttato e ha detto jeans, quelli hanno detto ‘non è vero jeans’ e l’hanno menato; poi ha detto gonna corta, anche quello non è andato bene. Insomma, dice che finché non diceva la cosa giusta, perché loro sapevano quello che è giusto, questo dice lui, e finché non diceva così lo menavano ".

Immediata la replica della polizia: le sue dichiarazioni sono false perché "non è mai stato lasciato solo con la polizia rumena e la sua confessione non è stata indotta". La circostanza, a quanto si sottolinea in ambienti giudiziari, è supportata dalle relazioni di servizio elaborate dalla polizia di Stato italiana e da quella rumena. Tali circostanze smentiscono l’ipotesi che "il biondino" abbia subito pressioni quando è stato lasciato da solo con gli investigatori del suo Paese.

Davanti al giudice il pubblico ministero ha poi chiesto perché, dopo il suo arrivo, nell’interrogatorio video- registrato in cui sembrava del tutto tranquillo, non ha fatto cenno ai maltrattamenti. "Non lo sapevo chi siete, con chi stavo — ha risposto il "biondino" —. Non l’avevo capito perché c’erano tanti…".

Nel frattempo, in tutto questo intrigo di accuse e di prove del dna inconcludenti con l’accusa, spunta il super-testimone che ha dichiarato di aver visto i due presunti stupratori nel luogo della violenza. Si tratta di un medico che faceva jogging il pomeriggio del 14 febbraio nel parco della Caffarella il nuovo testimone indicato dal pubblico ministero Vincenzo Barba a sostegno del riconoscimento dei due romeni Alexandru Istoika Loyos e Karol Racz quali responsabili dello stupro

L’uomo ha fornito diversi particolari sull’aspetto fisico dei due ricordando in particolare che uno, cioè Racz è mancante dei denti incisivi. Una circostanza che era emersa anche nell’ambito dell’indagine sullo stupro avvenuto il 21 gennaio scorso in via Andersen a proposito dell’aggressione e violenza subita da una donna di 41 anni.

Il medico ha riferito di avere notato i due romeni che sedevano sugli attrezzi collocati nel parco a disposizione di chi fa joggins. La testimonianza era stata fatta ai carabinieri nell’ambito di un’indagine affidata al pubblico ministero Tiziana Cugini su alcuni fatti avvenuti alla Caffarella. La Cugini ha ritenuto di segnalare la circostanza a Barba il quale ha poi delegato alla Squadra mobile il compito di risentire il medico. Questi ha confermato il suo racconto osservando anche le fotografie dei due romeni.