Stupro di Capodanno. Condannato a 2 anni e 8 mesi il 23enne

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Stupro di Capodanno. Condannato a 2 anni e 8 mesi il 23enne

15 Giugno 2009

Due anni e otto mesi di reclusione. È la condanna che il gup di Roma, Luigi Fiasconaro, ha inflitto a Davide Franceschini, il giovane di 22 anni di Fiumicino che confessò di essere il responsabile dello stupro di Capodanno ai danni una ragazza di 25, durante una festa alla Fiera di Roma.

Lesioni gravi psicologiche e fisiche, nonché violenza sessuale, sono i reati per i quali il giovane è stato condannato al termine del rito abbreviato. Dovrà pagare 10mila euro di provvisionale alla parte offesa e 3mila al comune di Roma. Il pm Vincenzo Barba aveva chiesto una pena di 4 anni di carcere per lesioni gravissime e violenza sessuale.

Il reato di violenza sessuale prevede una pena dai cinque ad un massimo di dieci anni di reclusione. Anche dalla vicenda di Franceschini e dalla sua scarcerazione disposta dal gip alcuni giorni dopo la violenza (il pm diede parere favorevole) scaturì il cosiddetto Decreto antistupri varato dal governo che prevede la carcerazione preventiva per questo tipo di reati.

In particolare la contestazione di lesioni gravissime faceva riferimento sia alle ferite riportate dalla 25enne, sia al danno psicologico subito dalla stessa ragazza. Contestazioni, queste, formulate dal pm all’esito dei risultati di una consulenza medico legale svolta su richiesta della procura da una ginecologa e da una psicologa. Tra gli altri accertamenti che la procura ha svolto sul caso anche una consulenza sul dna e le tracce biologiche trovate sugli abiti dei due giovani. Da questa analisi emerse che sugli indumenti della 25enne non vi era dna di D.F., circostanza, questa, che non ha stupito chi indaga in quanto non si supponeva di trovare tali tracce in relazione alle modalità del fatto. Ciò anche sulla base della ricostruzione dell’accaduto fornita da D.F. (che nel giudizio è assistito dall’avvocato Francesco Bergamini) che riferì di un rapporto consensuale poi degenerato

Franceschini fu arrestato il 23 gennaio scorso dalla squadra mobile di Roma; tornò in libertà il 20 marzo dopo che il gip ritenne non più sussistenti le esigenze di custodia cautelare (il pm al tempo espresse parere contrario). Tornò poi in carcere per effetto del decreto antistupri. Fu lo stesso Francechini a confessare lo stupro, giustificandosi con l’aver agito sotto l’effetto di droga e alcol.

"Non voleva violentare ma solo ledere". Ad affermarlo è l’avvocato Francesco Bergamini, avvocato di D.F. il 23enne condannato con rito abbreviato a due anni e otto mesi di reclusione perché accusato di aver abusato di una ragazza la notte di Capodanno. "Il gup ha inflitto una pena contenuta, equilibrata e corretta – ha aggiunto il penalista – Si è reso conto dalla particolarità della situazione. Attendo ora le motivazioni e poi proporrò appello contro questa sentenza, quantomeno per quanto concerne il reato di violenza sessuale". Presenti in aula sia l’imputato che la 25enne. nessuna dichiarazione da parte di entrambi al termine del giudizio. La madre di D.F. ha solo detto, "secondo me non è stato mio figlio", prima di lasciare il palazzo di giustizia. Alcune lacrime, a quanto si è appreso, sono state invece versate nel corso della discussione da parte della ragazza.

Molto diversa la posizione dell’avvocato Fabrizio Federici, legale della vittima: "Il gup ha riconosciuto che la mia assistita è stata vittima di violenza sessuale e di lesioni. Siamo quindi soddisfatti di questa sentenza". "Anche la mia assistita è soddisfatta di questa decisione del giudice – prosegue il penalista – perché così è stata anche rivalutata la sua posizione dopo che era stato detto che si era inventata tutto e che era consenziente". Nel corso dell’udienza la giovane ha anche dovuto rispondere ad alcune precisazioni che le sono state richieste dal gup: "Ha pianto perché per lei è ancora una sofferenza viva – ha aggiunto l’avvocato Federici – e ripercorrere quei ricordi le è sempre doloroso. Ora però ha preso atto che lui pagherà e ora ha un senso di liberazione".