Sulla legge elettorale il vero alleato di Veltroni sono i media
13 Novembre 2007
di Redazione
La
veltroneide va avanti. Ora siamo arrivati alla proposta di riforma elettorale e
la stampa di nuovo in forma corale inneggia all’abilità politica di Veltroni.
Che cosa ha proposto dunque il sindaco di Roma? Un proporzionale senza premio
di maggioranza, un mix fra modello tedesco e modello spagnolo con piccole
Circoscrizioni. C’è un piccolo particolare però che una siffatta ipotesi può
andare bene solo ai partiti maggiori, oppure a quelli che hanno un forte
insediamento regionale. Insomma, funzionerebbe per il Partito democratico, per
la Lega e per Forza Italia.
Sì, la confusa proposta targata Veltroni
favorirebbe proprio il Cavaliere che non ne vuol sentir parlare di votarla.
Mezzo centrosininistra la vede come il fumo negli occhi, ma persino il “disponibile”
Casini non ci può stare. Farebbe la fine elettorale toccata all’Isquierda Unida in Spagna: fra cinque e
dieci parlamentari. Nonostante ciò la stampa tutta – tranne poche eccezioni
– canta le lodi di Walter.
Nulla
di nuovo sotto il sole. Hanno fatto sempre così anche prima che diventasse il
leader del Pd. Nessuno ricorda che qualche mese fa il Messaggero se ne uscì così: “Bucarest. Contro la schiavitù e
contro lo sfruttamento dei minorenni. Una strategia ora c’è (sic!). Veltroni è
partito con sottobraccio l’elenco dei campi nomadi e delle strutture che
ospitano immigrati. Con lui un gruppo di esperti. Non teorici, ma pratici”.
Secondo il Messaggero era fatta: il
problema dei rom e dei rumeni era risolto grazie alla genialità del
supersindaco. Purtroppo sappiamo come è andata. E che dire della prosa ispirata
dell’ Espresso il giorno in cui
Walter ha lanciato la sua candidatura a Torino: “Quella di Torino è per
Veltroni l’alba di una nuova vita. L’uomo solo sa che questa volta non può
deludere… E non deluderà”. E poi c’è Repubblica,
quelli sì che sanno esagerare: “Chi cerca di fargli fare polemica con la
sinistra radicale rimane deluso. Lui, abile, glissa, va direttamente oltre le
fatiche e i patemi dell’attuale coalizione, sceneggiando un futuro diverso,
migliore”.
Ci
voleva il più grande cantautore italiano e pure di sinistra per dire qualche
proposizione politica ragionevole. Ecco Francesco De Gregori sul Corriere: “Questo appellarsi di continuo
al sogno, a un mondo migliore, ora vedo pure all’amore… Buttare tutto sui
sentimenti, cancellare le differenze, non significa dare risposte operative
alle questioni di oggi”. E poi: “Veltroni si è presentato come un uomo nuovo..
ma ha percorso abilmente la vita politica italiana per trentanni.. Quanto a
Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il
tappeto..” Parole di puro buonseno, una breve pausa nell’incessante movida dei
complimenti iscenata dalla stampa italiana nei confronti di Veltroni.
