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L'Orientale

“Sull’Iran diplomazia sotto verifica, non proliferazione valga per tutti”

A Losanna la diplomazia internazionale getta le basi per un accordo sul nucleare iraniano. L’Iran rinuncia a entrare nel club atomico ma come cambieranno i rapporti fra Teheran e l’Occidente? Ne parliamo con il senatore Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir.

Senatore, hanno definito Losanna una capitolazione dell’Occidente.

Primo: l’accordo non è ancora definito, per adesso è stato chiuso un protocollo d’intesa. Secondo: è stato un risultato della diplomazia, una diplomazia che definirei ‘controllata’ e sotto verifica.

Che ci guadagna l’Italia?

Stiamo cercando di trovare soluzioni in un’area del mondo che è la nostra quarta frontiera, il Mediterraneo. Credo che Mogherini e gli altri abbiano fatto un buon lavoro.

Cosa ci guadagna l’Iran?

Occorre fare i conti con le aspirazioni di un Paese in cerca di autonomia, che vuole avere energia nucleare per dare benessere ai propri cittadini. Nello stesso tempo è giusto garantire la pace nell’area e ci riusciremo solo con un controllo effettivo, stringente, puntuale dell’utilizzo del nucleare da parte dell’Iran.

Per esempio?

18mila turbine per la produzione civile sono troppe. Non sappiamo ancora quante saranno, né se l’Iran manterrà l’impegno a non attivare nuove centrifughe per arricchire l’uranio al 3,5%...

Possiamo fidarci?

Il “5+1” si muove nell’ambito della non proliferazione e faremo le verifiche necessarie in Iran, esattamente come accade nei Paesi occidentali. Da noi l’Agenzia per l’energia atomica può verificare le centrali nucleari e la parte di materiale stoccata, le porte sono sempre aperte. Il problema è con gli Stati che disertano la non proliferazione: gli accordi devono valere per tutti, non solo per alcuni.

Mano tesa all’Iran per contrastare lo Stato Islamico?

L’Iran è un Paese che vuole legittimarsi sul teatro di guerra e più in generale nel rapporto tra sunniti e sciiti. Qualcuno in Occidente pensa che si possa risolvere il problema dell’ISIS nell’immediato lasciando aperte altre questioni da risolvere in futuro. Per noi italiani, pensi alla Libia, bisogna risolvere definitivamente i problemi del Medio Oriente.

Losanna sarà sufficiente?

Non ne sono convinto, è un accordo sull’oggi più che un patto destinato a portare la pace nella regione. Definiamolo un primo passo, in attesa di vedere quale direzione prenderà l’Iran nei prossimi anni.

Resta la diffidenza 

Capisco le difficoltà ma è comunque necessario utilizzare la diplomazia per scardinare le vecchie logiche. Stiamo chiudendo un accordo sul nucleare ma la nostra posizione con l’Iran non cambierà se continuerà a sostenere l’Hezbollah o volesse influenzare negativamente la situazione nello Yemen.

E Gerusalemme?

Va salvaguardato il sacrosanto diritto di esistere che ha lo Stato di Israele.   

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