Tangenti a Pescara. Colpo di scena: D’Alfonso ritira le dimissioni
05 Gennaio 2009
di Redazione
Luciano D’Alfonso ha ritirato le dimissioni da sindaco di Pescara e si è avvalso dell’articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali – che riguarda l’impedimento a svolgere le funzioni per malattia – per affidare la gestione del Comune al vicesindaco Camillo D’Angelo.
D’Alfonso – secondo quanto si è appreso – in questo modo passa la mano al suo vice ed evita il commissariamento del Comune, gesto che di fatto rimanda le elezioni a non prima del 2010. L’ex sindaco di Pescara torna così libero cittadino, una veste che gli consente di affrontare l’inchiesta della magistratura pescarese senza vincoli di amministratore.
Il richiamo all’art. 53, che prevede un impedimento a svolgere le funzioni amministrative – giustificato da D’Alfonso con un certificato medico per sei mesi – consente alla Giunta di restare in carica sotto la guida del vice sindaco D’Angelo.
Giunta e assessori evitano così il commissariamento previsto se D’Alfonso non avesse ritirato le dimissioni entro la mezzanotte di oggi. Il Commissario governativo avrebbe indetto le elezioni entro giugno. L’ex sindaco era finito agli arresti domiciliari lo scorso 15 dicembre a seguito di una inchiesta deL Pm di Pescara Gennaro Varone per presunte tangenti in appalti.
E’ stata durissima la prima reazione degli esponenti dell’opposizione: "Sono cose che mortificano la democrazia – ha detto Luigi Albore Mascia, leader del Pdl al Comune di Pescara – sono cose che non accadevano neanche in Nicaragua negli anni 70. Con questa decisione si voterà nel 2010 e non a giugno".
