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Tensioni a Piazza Fontana, Napolitano: “Cercare la verità”

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Fischi, contestazioni e anche qualche scontro tra manifestanti e polizia. Nonostante il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la manifestazione per il quarantesimo anniversario della strage di piazza Fontana è stato caratterizzata dalla mancanza di una memoria condivisa fino in fondo.

Due cortei, quello istituzionale e quello della sinistra radicale, hanno sfilato per la città divisi soprattutto per il ricordo dell'anarchico Giuseppe Pinelli, morto in questura dopo due giorni di interrogatorio, e sulla 'lettura politicà dell'eccidio. Lo striscione con la scritta "La strage è di Stato" ha aperto il corteo della sinistra antagonista, un'interpretazione che, soprattutto nelle istituzione, non tutti condividono. "Continuate pure a cercare - ha scritto il Capo dello Stato nel messaggio letto in piazza tra gli applausi - perchè si possa recuperare qualsiasi frammento di verità rimasto nascosto. Spero che questa vostra ricerca, a cui debbono collaborare tutte le istituzioni, possa condurre a dei risultati". Giustizia è stata chiesta da tutti proprio perchè, come ha scritto Napolitano: "Non significa solo chiedere riparazione ai tribunali ma chiedere giustizia e riparazione alla nazione. Dobbiamo riuscire a gettare le basi di una vita democratica per il nostro paese, che non corra più i rischi terribili, che non conosca più le fratture terribili che ha vissuto alcuni decenni orsono".

Gli scontri sono avvenuti tra la polizia e i partecipanti al corteo della sinistra radicale ma anche durante la commemorazione ufficiale c'è stata tensione soprattutto quando il sindaco Letizia Moratti e i presidenti della Regione e della Provincia sono saliti sul palco. Si sono levati slogan "Vergogna", "Strage di stato", "fascisti" e i familiari delle vittime si sono dati da fare per zittire i contestatori ma poi sono scesi dal palco.

"Capisco chi protesta, capisco i fischi, perché chiedono giustizia, una giustizia che è stata negata per 40 anni. Ma i fischi non aiutano la ricerca della verità", ha commentato Letizia Moratti, già in passato oggetto di contestazioni della piazza, come quelle del 25 aprile 2006 a Milano, quando era ministro dell'Istruzione. Roberto Formigoni, invece, ha voluto ricordare Giuseppe Pinelli e il commissario Luigi Calabresi.

Il ferroviere anarchico è stato ricordato anche da uno dei familiari delle vittime: "Il 9 maggio scorso - ha detto Carlo Arnoldi - il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto un gesto importante, a differenza di quelli che lo avevano preceduto: ha dato dignità a Pinelli, innocente, come 18ma vittima di Piazza Fontana, restituendo l'onore che gli era stato negato. È stato un gesto, questo, che ci ha fatto onore". Di "gazzarra indegna" ha parlato il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato mentre il presidente della Provincia Guido Podestà ha affermato: "Non è questo il clima a cui si può pensare per costruire un clima di pace".

Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini ha commentato le contestazioni affermando che "la democrazia non vive di contestazioni e di intolleranza, ma di rispetto reciproco. Il modo per onorare i martiri di Piazza Fontana è coltivare quel rispetto reciproco a cui ci ha richiamato il Capo dello Stato". Il ricordo "commosso" della tragedia è giunto anche dal presidente del senato Renato Schifani che ha rinnovato "il rifiuto e la condanna più totale di ogni forma di terrorismo e di violenza".

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha ricordato le vittime ma anche Calabresi e Pinelli e ha voluto sottolineare l'estraneità dell'Msi: "Almirante svolse un ruolo nella tenuta della democrazia". "Non è certo con le contestazioni - ha commentato il vicepresidente del senato Maurizio Lupi - che si può rendere onore alle vittime". I fischi alle istituzioni sono stati considerati "un grave errore" anche da Pierfrancesco Majorino del Pd secondo il quale, però "non devono fermare le istituzioni in un ostinato lavoro alla ricerca della verità".

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