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Terremoto. Ricostruzioni post-sisma, 4 arresti in Abruzzo

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Un nuovo ciclone giudiziario si è abbattuto da questa mattina in Abruzzo ed ha portato all'arresto di 4 persone: fra questi l'ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati (ex Dc e poi Fi). L'accusa è di aver intascato tangenti nella ricostruzione post-terremoto.

Tra gli arrestati c'è anche l'ex deputato di An, poi di Fi, Vincenzo Angeloni, 58 anni, medico odontoiatra, originario di Avezzano (L'Aquila) deputato nella XIII legislatura ed ex patron della formazione calcistica Valle del Giovenco.

Gli altri due arrestati sono Marco Buzzelli, compagno della figlia di Ezio Stati, e Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Telespazio e attuale amministratore delegato di Selex Service Management. Quest'ultimo, ha l'obbligo di dimora nel Comune di Roma. Stornelli subentrò nella presidenza della squadra di calcio Valle del Giovenco (Lega Pro) a Vincenzo Angeloni (tra gli arrestati). In seguito, la Selex si aggiudicò i lavori per la messa in sicurezza dello "stadio dei Marsi" di Avezzano.

Daniela Stati, che risulta indagata, ha avuto l'interdizione dai pubblici uffici, in base alla quale, poco dopo la notifica del provvedimento, si è dimessa da assessore della Regione Abruzzo a protezione civile, rifiuti e ambiente. La Stati ha restituito al presidente Chiodi le deleghe assegnatele in attesa che la magistratura accerti e faccia chiarezza sui fatti oggetto dell'indagine che ha portato all'arresto del padre Ezio e del suo compagno Marco Buzzelli.

Poco fa lo stesso Chiodi ha confermato la decisione sottolineando la sensibilità istituzionale dell'assessore a cui ha espresso totale solidarietà "nella convinzione che l'accertamento dei fatti - si legge in una nota - dimostrerà la sua estraneità a quanto contestato auspicando nel contempo la massima rapidità nella conclusione delle indagini in corso".

Nei mesi successivi al terremoto del 2009, l'assessore Stati propose di istituire ad Avezzano un Centro nazionale di Protezione civile, nell'area dell'interporto dove già si era insediato il centro logistico per l'emergenza terremoto. Di questo progetto, che provocò polemiche, è in corso l'iter di valutazione.

Secondo l'accusa "il quadro probatorio è incontestabile, considerato che vi sono prove evidenti dei doni e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma 2009. Le indagini sono in corso e allo stato degli atti non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell'ambito regionale e della Protezione civile nazionale", fa sapere il procuratore della Repubblica de L'Aquila, Alfredo Rossini.

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