Terrorismo. Al Qaeda invita a colpire gli interessi Usa nello Yemen

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Terrorismo. Al Qaeda invita a colpire gli interessi Usa nello Yemen

08 Febbraio 2010

Al Qaida ha invitato i suoi sostenitori ad attaccare ovunque gli interessi americani e crociati. "Attaccateli ed eliminate quanti più nemici potete", ha affermato Said al Shehri, il numero due dell’organizzazione in un messaggio audio diffuso oggi su un sito islamico, nel quale si incitano i "fedeli" alla jihad contro cristiani ed ebrei nella penisola yemenita.

Il numero due di al Qaida nella penisola arabica (Aqpa) ha inoltre attaccato la famiglia reale in Arabia Saudita per la sua partecipazione alla lotta contro l’organizzazione di Osama bin Laden. "Questi criminali, gli Al Saoud, sono quelli che guidano la guerra contro i musulmani, al posto dei sionisti e dei crociati", ha sottolineato Shehri, saudita, numero due di Aqpa, nata dalla fusione nel gennaio 2009 del ramo saudita e di quello yemenita dell’organizzazione fondamentalista.

"Ripeto ciò che ha affermato lo sceicco Osama bin Laden: non potrete sognare la sicurezza finché la sicurezza non sarà una realtà vissuta in Palestina", ha aggiunto, rivolgendosi questa volta agli Stati Uniti. "Gli Stati Uniti non potranno aspirare alla sicurezza prima che questa non sia una realtà in Palestina. E’ ingiusto che abbiate una vita tranquilla mentre i nostri fratelli a Gaza vivono nelle condizioni peggiori", aveva denunciato bin Laden in una breve registrazione audio diffusa dalla tv satellitare araba al Jazeera lo scorso 24 gennaio.

Con questa mossa, Al Qaida nello Yemen vuole prendere il controllo dello stretto strategico di Bab al-Mandeb, nel golfo di Aden, che separa lo Yemen dal Corno d’Africa.  "Non c’è altra via d’uscita da questa situazione che combattere una guerra santa", ha detto Saeed al-Shehri, ex detenuto di Guantanamo.

Secondo uno studio condotto nel Paese arabo e reso noto oggi dal quotidiano panarabo Asharq Alawsat, nello Yemen, martoriato da guerre interne ed esposto alla minaccia di Al Qaida, ogni abitante ha a disposizione tre armi. "Nello Yemen ci sono 60 milioni di armi mentre la popolazione totale è di 20 milioni di persone", scrive il giornale edito a Londra e di proprietà saudita, secondo cui gli esemplari più diffusi sono di fabbricazione russa e cinese, mentre "limitata" è la presenza di "pezzi" americani. Nei diversi "mercati di armi" sparsi in tutto il Paese, secondo il quotidiano, si possono acquistare facilmente pistole, mitragliatrici, fucili automatici, lanciarazzi, bombe a mano, mine e ordigni di vario tipo.

Dall’estate 2009 lo Yemen è teatro di una violenta ripresa della guerra interna tra forze governative e ribelli sciiti nel nord, a cui partecipa da novembre anche l’esercito e l’aviazione saudita in sostegno di Sanaa. All’inizio di gennaio scorso lo Yemen è finito sotto i riflettori della stampa occidentale, dopo il fallito attentato sul volo Delta Amsterdam-Detroit compiuto nel giorno di Natale da un combattente nigeriano di Al Qaida, che si sarebbe addestrato prorio nel Paese arabo.