Terrorismo, Salini (Ncd-Ppe): “Discorso Schulz deludente. L’Europa è in guerra ma non se ne rende conto”

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Terrorismo, Salini (Ncd-Ppe): “Discorso Schulz deludente. L’Europa è in guerra ma non se ne rende conto”

12 Gennaio 2015

"L’Europa è nel mezzo di una guerra e non se ne rende conto," così Massimiliano Salini, eurodeputato Ncd-Ppe ha commentato il discorso di Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, che ha aperto la riunione plenaria a Strasburgo ricordando le vittime degli attentati terroristici a Parigi.

"Le parole di Schulz sono destinate a deludere tutti i cittadini europei che non possono sentirsi tutelati da chi, anche davanti a un colpo durissimo come quello che è stato inferto dai terroristi islamici, si limita ad utilizzare un linguaggio politicamente corretto che distingue genericamente fra l’Islam moderato e l’Islam dei terroristi. Davanti a un attentato così feroce tutti i leader musulmani, come ha ricordato Papa Francesco parlando al corpo diplomatico, devono essere chiamati in causa e condannare ‘qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione’. Altrimenti è inevitabile l’accusa di complicità".

"Schulz, e con lui il Pse, sono prigionieri di una retorica pacifista che anima il multiculturalismo del socialismo europeo e italiano» ha detto Salini. «Sostenere che davanti alla violenza non si risponde con la violenza è un’assurdità. I fatti di Charlie Hebdo dimostrano che davanti ai terroristi si può reagire solo combattendo e usando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione".

"E’ in corso una vera e propria guerra che ormai ha radici anche all’interno dei confini dell’Unione Europea e che non riguarda più solo la Siria, l’Afghanistan, la Nigeria o l’Iraq. Con i jihadisti addestrati in Medio Oriente e pronti a uccidere in Europa lo scenario è mutato: chi ha la responsabilità di guidare le istituzioni comunitarie deve prenderne atto e iniziare a pensare che bisogna cambiare tattica e strategia. Non farlo solo perché questo presuppone il riconoscimento delle nostre origini giudaiche e cristiane, significa rassegnarsi a subire l’azione dei terroristi in ogni ambito, anche quello culturale".