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Thailandia. Sciolto il governo, gli stranieri potranno ora rimpatriare

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I manifestanti antigovernativi e l'autorità aeroportuale della Thailandia hanno raggiunto un accordo oggi per consentire una ripresa entro 24 ore del traffico aereo all'aeroporto internazionale di Bangkok se le condizioni tecniche lo consentiranno.

Nel frattempo, fonti della Farnesina hanno reso noto che sono in corso le operazioni di imbarco all'aeroporto militare di U-Tapao, 150 chilometri a sud di Bangkok, di un primo gruppo di italiani rimasti bloccati in Thailandia per le proteste antigovernative che hanno reso inagibili i due aeroporti civili della capitale. Il volo, il primo di quelli organizzati dal governo italiano, è atteso all'aeroporto di Fiumicino tra le 19.30 e le 20.30 di oggi.

Nei giorni scorsi, migliaia di persone avevano occupato i terminal dell’aereoporto principale della Thailandia come segno di protesta contro il governo per brogli durante le elezioni del dicembre 2007, chiedendone le dimissioni del premier Somchai Wongsawat. Vestiti di giallo in segno di protesta, hanno festeggiato la decisione della Corte Costituzionale di interdire il premier dall’attività politica per 5 anni e di sciogliere il Chart Thai party, uno dei partiti al potere.

Il paese si trova ora in un profondo caos istituzionale. Proprio per questa ragione, il vertice dell'Asean -l'Associazione delle Nazioni dell'Asia del Sud est - che doveva tenersi a metà dicembre in Thailandia, è stato rinviato a marzo. L'incontro era inizialmente previsto dal 13 al 17 dicembre nella città settentrionale di Chiang Mai, 700 km a nord di Bangkok, a causa della situazione nella capitale, in preda a crescenti disordini per l'aggravarsi della crisi politica nel Paese dallo scorso ottobre.

 

 

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