Thailandia. Scontri a Bangkok, 24 morti e 211 feriti. Gli Usa evacuano l’ambasciata

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Thailandia. Scontri a Bangkok, 24 morti e 211 feriti. Gli Usa evacuano l’ambasciata

15 Maggio 2010

Sono 24 le persone che hanno perso la vita e 211 i feriti durante gli scontri tra l’esercito e le camicie rosse che sono iniziati ieri a Bangkok, secondo quanto riferito in serata dal centro medico per le emergenze Erawan della capitale thailandese.

Le ultime violenze si sono scatenate ieri dopo l’annuncio del Cres, il comitato di crisi governativo, che avrebbe aumentato la pressione sui manifestanti per costringerli a terminare la loro lunga protesta. In Thailandia "è in atto una vera e propria rivolta sociale" che va oltre la "lotta politica", spiega una fonte di ‘AsiaNews’ a Bangkok, che parla di "conflitti radicati nel passato e mai risolti".

In Thailandia "ormai non è più uno scontro di tipo politico, ma di una vera e propria rivolta sociale", spiega la fonte di Asianews. I conflitti, le divisioni, le ingiustizie del passato "sono nodi che oggi vengono al pettine" perché "nessuno le ha mai affrontate in modo serio". A questo si aggiunge "una interferenza culturale di personalità che hanno studiato all’estero" e che vogliono "proseguire la battaglia per un cambiamento radicale della società".

L’attentato al generale, continua la fonte, è un "attacco mirato contro il leader dell’ala militare dei ribelli, che conosce le tecniche di guerra, ha curato la costruzione delle barricate» e una sua morte «ne indebolirebbe la resistenza". Il teatro della rivolta, inoltre, è concentrato in una zona limitata di Bangkok, mentre il resto della capitale e il Paese è "sotto uno stretto controllo di polizia e militari. Per varcare i confini di una provincia – continua – è necessario superare i blocchi delle forze dell’ordine. Questo impedisce una diffusione a macchia d’olio della rivolta".

La fonte di AsiaNews sottolinea infine "il silenzio di Re Bhumibol" che non è mai interventuo in questi due mesi di crisi e "nessuno dei due fronti in lotta lo vuole coinvolgere. Questo silenzio, tuttavia, contribuisce ad alimentare la confusione".

Intanto, il Dipartimento di Stato americano ha evacuato parte del personale della loro ambasciata a Bangkok, già chiusa nei giorni scorsi in seguito agli scontri tra esercito e manifestanti che stanno investendo la capitale thailandese. "Il Dipartimento di Stato ha autorizzato la partenza da Bangkok di tutto il personale americano non essenziale, così come dei membri delle loro famiglie", si legge nel comunicato del Dipartimento di Stato.

"I cittadini americani – continua – dovrebbero rinviare tutti i viaggi a Bangkok e tutti i viaggi non essenziali nel resto della Thailandia". Gli Stati Uniti, che hanno espresso "profonda preoccupazione" per le violenze, giovedì hanno chiuso al pubblico la loro ambasciata a Bangkok. Il Dipartimento di Stato ha annunciato anche che il personale dell’ambasciata che vive nelle zone investite dalle violenze sarà trasferito al di fuori di tali zone.