Tiananmen. Cina condanna parole di Hillary Clinton che chiede chiarezza

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Tiananmen. Cina condanna parole di Hillary Clinton che chiede chiarezza

04 Giugno 2009

La Cina ha condannato oggi le dichiarazioni del segretario di Stato americano Hillary Clinton, che ha chiesto ieri a Pechino di fare chiarezza sul massacro avvenuto 20 anni fa in piazza Tiananmen, dove il 4 giugno 1989 centinaia di persone vennero uccise nella repressione del movimento democratico.

Clinton ha invitato la Cina a rilasciare le persone che ancora sono in prigione – una trentina secondo i gruppi umanitari -, ad aprire un dialogo con le famiglie delle vittime e a smettere di "perseguitare" i dissidenti. Le affermazioni del segretario di Stato, ha detto oggi il portavoce governativo Qin Gang, sono "accuse senza fondamento al governo cinese" e costituiscono "una grave interferenza negli affari interni della Cina".

"Esprimiamo – ha proseguito il portavoce – la nostra profonda insoddisfazione e le nostra risoluta opposizione" per le accuse della Clinton. Il 4 giugno di 20 anni fa reparti di fanteria appoggiati dai mezzi corazzati intervennero per sgombrare la piazza dagli studenti che la occupavano da quasi due mesi reclamando l’ istituzione di un sistema politico democratico. Pechino ha definito il movimento democratico del 1989 "un moto controrivoluzionario" e si è rifiutata di fornire il numero ed i nomi delle vittime.