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Fede calpestata

Tolosa, ora anche il presepe vivente viene bloccato perché “fascista”

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Le cronache transalpine riportano quanto avvenuto sabato scorso a Tolosa in piazza Saint – Georges, quando una cinquantina di manifestanti ha inveito bruscamente al grido di “fermate i fascisti”, contro i bimbi che stavano mettendo in scena il presepe vivente, organizzato dall’associazione laicale “Vivre Noël autrement”. La rappresentazione del presepe è stata così interrotta dopo circa un’ora dal suo inizio e i bambini e i presenti hanno dovuto abbandonare la piazza, legittimamente concessa dalle autorità di Tolosa al fine di rivivere la tradizione natalizia del presepe vivente.
Per l’occasione, accanto ai bimbi vestiti secondo i personaggi della Natività, erano state portati anche un asinello e le pecore da alcuni pastori, il cui lavoro, in omaggio alla tradizione agro-pastorale della Provenza, era stato messo in mostra su di un camion agricolo, per esprimere solidarietà verso coloro che quest’anno hanno perso il lavoro, il tutto accompagnato dalle musiche e canti dei cori in un festoso clima natalizio.
La brutale interruzione è avvenuta intorno alle 16 da parte di un gruppo di contestatori autodefinitisi “anticapitalisti” e “antifascisti”, che proferendo insulti contro “gli sbirri e i fascisti”, ha costretto i bimbi a scendere dal palco per poter essere messi al sicuro e la gente presente a far ritorno a casa.
Ferma la condanna dell’accaduto da parte dell’arcivescovo di Tolosa Mons. Le Gall che in un comunicato stampa ha dichiarato: “Sabato sera, una cinquantina di manifestanti hanno interrotto, a Tolosa, il presepe vivente organizzato dall’associazione secolare “Vivre Noël autrement”. Questa gioiosa dimostrazione durante la quale vengono cantate le canzoni di Natale, rappresentate scene della Natività da bambini e adulti, con l’ausilio anche di molti animali, non ha altro scopo se non quello di dare profondità a questa festa. Come arcivescovo di Tolosa deploro che il semplice promemoria della nascita di Gesù e dei valori che trasmette (accogliere lo straniero, annunciare la Pace e il segno di tenerezza di cui tutti abbiamo bisogno) non è più rispettato nel nostro paese e suscita persino atti di violenza fisica e verbale da parte di coloro che si insediano come difensori della libertà. Invito tutti a difendere pacificamente la libertà di espressione e a rispettare la storia e le tradizioni del nostro paese”. Anche il sindaco di Tolosa Jean-Luc Moudenc nel frattempo ha condannato “il comportamento irresponsabile dei manifestanti” con un tweet nella sua pagina istituzionale.
Ancora una volta dunque, in un Paese occidentale come la Francia, un’innocente rappresentazione del presepe vivente, composto peraltro prevalentemente da bambini, simbolo della Tradizione cristiana e messaggio di salvezza universale e di pace per il mondo intero, così come pensato nel lontano 1223 da San Francesco, viene preso di mira. E non si può non notare che il presepe vivente di Tolosa sia stato brutalmente attaccato, in nome di un non ben definito “anticapitalismo” e “antifascismo” che nulla a che fare con la rappresentazione cristiana della Natività, proprio da chi definendosi “antifascista” ha posto in essere invece una condotta repressiva e sì propria del più becero pensiero fascista, che arriva a sopprimere non solo l’altrui libertà religiosa, ma anche la stessa libertà di espressione, principio cardine di ogni democrazia.
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