Tolte le utopie non c’è niente di nuovo nella dottrina nucleare di Obama

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Tolte le utopie non c’è niente di nuovo nella dottrina nucleare di Obama

07 Aprile 2010

Il 5 aprile 2009, a Praga, Barack Obama immaginò un mondo senza armi nucleari: “Finché queste armi esisteranno, gli Stati Uniti manterranno un arsenale sicuro ed effettivo come deterrenza contro ogni nemico, e garantiranno la difesa dei loro alleati. Ma cominceremo a lavorare per ridurre il nostro arsenale”. Per farlo, spiegò il presidente americano, “tutti insieme rafforzeremo il trattato di non proliferazione nucleare come base per una cooperazione”. A un anno di distanza, il ministero della Difesa statunitense ha pubblicato l’atteso Nuclear Posture Review, un documento ufficiale che presenta la strategia nucleare di Washington per gli anni a venire. In settimana, inoltre, Obama tornerà a Praga per firmare l’atteso accordo con la Russia per il controllo degli armamenti, per poi ospitare a Washington i rappresentanti di oltre 40 paesi per un vertice internazionale sulla sicurezza nucleare.

Scopo del Nuclear Posture Review – redatto da ogni nuovo presidente su ordine del Congresso – è quello di mettere nero su bianco le posizioni del governo sul tema delle armi nucleari. Dopo il discorso di Praga dello scorso anno, molta era l’attesa per il documento di Obama: il presidente, infatti, avrebbe dovuto conciliare il sogno di un mondo libero dagli arsenali atomici e una realtà fatta di paesi – Iran e Corea del Nord su tutti – che minacciano la pace mondiale. Impresa difficile: non a caso la pubblicazione del NPR, prevista inizialmente per dicembre, è stata rimandata per divergenze in seno alla stessa amministrazione. “Come ha detto il presidente lo scorso anno a Praga – si legge nell’introduzione – non giungeremo in fretta ad un mondo senza armi nucleari, ma dobbiamo cominciare a muovere passi concreti sin da oggi”: nel documento, dunque, un progetto a lungo termine convive con la realtà quotidiana, e con la necessità di non abbassare la guardia per la sicurezza degli Stati Uniti.

Cinque sono gli obiettivi primari esposti dall’amministrazione americana nel NPR: prevenire la proliferazione e il terrorismo nucleare, ridurre la centralità delle armi atomiche nella strategia difensiva statunitense, mantenere la deterrenza e la sicurezza ad un livello nucleare ridotto, rafforzare la deterrenza regionale e rassicurare gli alleati americani, mantenere un arsenale sicuro ed effettivo. Il documento ricorda inoltre come oggi “il pericolo più estremo ed immediato sia il terrorismo nucleare”, in quanto “al Qaeda e i suoi alleati estremisti ricercano armamenti nucleari” e non c’è motivo di dubitare che “li useranno, se riusciranno ad ottenerli”. Secondo motivo di preoccupazione, continua il NPR, è la proliferazione nucleare: “Corea del Nord e Iran hanno violato gli obblighi di non proliferazione”, incrementando un’instabilità che “potrebbe portare i paesi vicini a considerare a loro volta la necessità di una deterrenza atomica”. Secondo fonti della Casa Bianca il nuovo NPR potrebbe includere l’opzione di riconsiderare l’uso del nucleare come risposta ad un attacco biologico, se lo sviluppo di questo genere di armi potesse rendere gli Stati Uniti vulnerabili in questo senso.

Il Nuclear Posture Review presenta una duplice strategia. Da un lato Washington riconosce che “le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono cambiate profondamente dai giorni della Guerra Fredda”, che oggi i due paesi “non sono più avversari e le prospettive di un confronto militare sono fortemente declinate”: con l’avversario di un tempo – e in questo quadro andrà letto anche l’accordo di Praga tra Obama e Medvedev – è dunque possibile ricercare un accordo per la riduzione reciproca degli armamenti. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti si impegnano a non utilizzare armi nucleari “contro paesi che non posseggono un arsenale atomico, e che aderiscono al trattato di non proliferazione nucleare”: a fronte di Iran e Corea del Nord (e la stessa Russia?) resta dunque valida la possibilità di utilizzare armi atomiche. Sul tavolo però resta aperta sia la questione di che fine faranno le testate tattiche a corto raggio già presenti in Europa, sia la richiesta – sempre presente nel NPR – di stanziare nuovi fondi per la modernizzazione delle testate esistenti. Il sogno, si legge in ogni caso nell’ultima pagina del documento, resta “l’eliminazione completa delle armi atomiche”: ad oggi, però, “non è chiaro quando l’obiettivo possa essere raggiunto”.