Torino. Accoltellamento per strada: l’uomo aveva disturbi psichiatrici
10 Marzo 2009
di Redazione
Spuntano nuove e raccapriccianti dettagli sulla tragedia avvenuta nello scorso pomeriggio per le strade di Torino, quando un uomo ha aggredito a coltellate un padre e una figlia mentre camminavano per strada. Ha sferrato la sua rabbia con una violenza inaudita: uno, due, tre fendenti, fino a farli stramazzare al suolo. Nell’aggressione ha perso la vita Lorenzo Bollati, 47 anni, mentre la figlia di 16 anni, Giorgia, è rimasta gravemente ferita.
Una dramma senza motivo apparente, l’epilogo assurdo di un banale furto d’auto frutto di un raptus di follia: l’aggressore, Antonio Olivieri, di 43 anni, era infatti seguito dai servizi psichiatrici. Il tempo di accostare la Fiat Panda rossa sulla destra ed è scoppiato l’inferno. "Abbiamo sentito le urla e siamo subito corsi in strada", è il racconto di due infermieri dell’ospedale San Giovanni Bosco, che si trova a pochi metri dal luogo del delitto. "L’uomo era già morto, riverso sul cofano della sua auto – aggiungono – mentre la ragazza era a terra con il corpo straziato dalle coltellate".
L’aggressore era già scappato, inseguito da un’agente donna della polizia municipale che era nella zona. Pochi metri di corsa e l’uomo, grazie all’aiuto di un carabinieri in borghese che non era in servizio, è stato arrestato. Addosso aveva ancora i vestiti insanguinati, mentre si era disfatto del coltello della mattanza.
"Volevo rubargli la macchina", è stata la prima giustificazione che l’arrestato ha fornito ai vigili urbani. Una versione che, vista la violenza dell’aggressione, non ha convinto gli investigatori. Dalle indagini, condotte anche dalla squadra mobile della Questura, sono emersi particolari agghiaccianti: in cura ai servizi psichiatrici dell’ospedale Martini, questa mattina Olivieri si era recato dai carabinieri della stazione Barriera di Milano, il quartiere dove si è consumata la tragedia.
"Aiutatemi, sono perseguitato e ho paura", ha detto ai militari dell’Arma a cui ha fatto anche vedere ferite da arma da taglio che si era procurato da sé. Che, dopo averlo calmato, gli hanno sequestrato un coltello e lo hanno fatto portare in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco. Nel tragitto dalla caserma all’ospedale era tranquillo e quando è arrivato al pronto soccorso è stato registrato come codice verde. Sulle braccia aveva alcuni tagli, che si era inferto da solo, ma i medici non sono riusciti a medicarlo. Quando è stato il proprio turno, Olivieri era sparito nel nulla.
"Quell’uomo dovrebbe fare la stessa fine", è la rabbia di Laura, che piange la morte del marito e prega perchè la figlia si salvi. La giovane ha subito un intervento di oltre tre ore, ed è ancora in prognosi riservata.
