Tremonti: “Addizionali non sono obbligo ma una facoltà”

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Tremonti: “Addizionali non sono obbligo ma una facoltà”

26 Gennaio 2011

"Le addizionali non sono un obbligo ma una facoltà e la scelta dipenderà dai cittadini. Il cittadino potrà dire all’ente locale: non mettere le addizionali, non abusare con le imposte, perchè puoi dare servizi migliori a costi minori. Per gli amministratori quello delle addizionali non è più un meccanismo obbligatorio". Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo alla 20/a edizione del Convegno del ‘Sole 24 Orè Telefisco, riferendosi allo sblocco delle addizionali locali.

"L’Italia è in Europa l’unico Paese che non ha finanza locale: molte imposte sono chiamate locali ma in realtà sono statali" ha detto ancora Tremonti . "L’Italia – ha aggiunto era più federalista ai tempi del fascismo che oggi. Allora c’erano tanti tributi locali e funzionavano da criterio di controllo democratico sugli amministratori da parte dei cittadini. Certo c’erano anche sugli abusi". "Sarà la prima riforma fiscale del nuovo secolo e sarà l’Italia a farla".

"Dire che è stato fatto il rigore dei conti pubblici credo che sia un modo non generoso e non completo per dire che cosa è stato fatto"ha spiegato il ministro dell’Economia. "Quando uno tiene il bilancio pubblico – ha detto il ministro – non ha l’ossequio astratto ad una divinità numerologica. Fare rigore non vuol dire un tubo. Nel bilancio dello Stato – ha detto Tremonti citando Quintino Sella, seduto proprio alla sua scrivania – ci sono i vizi e le virtù di un popolo. Nel bilancio c’è il risparmio pubblico e il risparmio delle famiglie. Dire che ha tenuto i conti pubblici non vuol dire un tubo. Meglio dire: ha tenuto il risparmio delle famiglie".