Truffe. Inchiesta dei Nas su fontine adulterate e mucche dopate

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Truffe. Inchiesta dei Nas su fontine adulterate e mucche dopate

10 Novembre 2009

In Svizzera acquistavano sperma per rendere le mucche da combattimento più aggressive. Nel nord Italia compravano foraggio per le bovine da latte destinate alla produzione della Fontina dop. E abbattevano i capi infetti per mantenere il titolo di allevamento indenne da tubercolosi.

Sono i tre filoni della maxi-inchiesta condotta dai Nas di Torino e che ha portato oggi all’arresto di 13 persone – due in carcere e 11 ai domiciliari – tra allevatori, veterinari e produttori di Fontina. A coordinare le indagini, iniziate nel marzo scorso, il pm Pasquale Longarini. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni della Regione Valle d’Aosta alla frode in commercio.

Secondo gli inquirenti, lo sperma svizzero (in alcuni casi venivano acquistati direttamente i bovini) serviva a rendere più aggressive le mucche che poi si affrontavano nella Bataille de reines, molto popolare in Valle d’Aosta; in questo modo la razza pezzata nera castana, tutelata genealogicamente, veniva "contaminata". Inoltre, come si legge nell’ordinanza, alcuni allevatori compravano foraggio da fuori valle per le mucche da latte – soprattutto di razza pezzata rossa – destinate alla produzione di Fontina dop, violando così il disciplinare con conseguente frode in commercio.

Infine, quando veterinari e allevatori scoprivano capi infetti da tubercolosi passavano subito all’abbattimento, in modo da evitare di perdere lo status di "allevamento indenne", con conseguente blocco dell’attività della stalla, e i relativi contributi regionali. Tra i 13 finiti in manette ci sono tre veterinari e sei allevatori.