Turchia. Gul all’Ue: “L’Europa non dimentichi gli impegni presi”
30 Gennaio 2011
di Redazione
Un forte richiamo ai Paesi europei perché non dimentichino mai gli impegni presi nel 2005 con Ankara. A lanciarlo è il presidente turco, Abdullah Gul, che invita a rimuovere quegli «ostacoli artificiali» di natura politica che frenano l’adesione del suo Paese alla Ue, vedi la questione di Cipro.
Gul parla in un’intervista rilasciata a margine della sua partecipazione all’Assemblea generale del Consiglio d’Europa, un’istituzione europea di cui la Turchia è una forte sostenitrice. E analizza i motivi per cui il processo di adesione alla Ue della Turchia è cosi lento. Volgendo anche un sguardo sul futuro che attende i Paesi che dal Nordafrica al Medio Oriente stanno vivendo momenti di tensione, a partire dalla Tunisia.
«Da un punto di vista tecnico il processo di adesione sta andando bene, ma l’introduzione di considerazioni politiche, che non dovrebbero essere parte del processo, ha l’effetto di rallentare i negoziati», afferma Gul, definendo tali considerazioni politiche «ostacoli artificiali». Il presidente, sottolinea di non di voler essere frainteso. «Ovviamente non mi sto riferendo ai criteri di Copenhagen», quelli che deve rispettare ogni Paese che vuole aderire alla Ue. «Penso invece, per esempio, alla questione di Cipro». Gul, comunque, afferma che la Turchia continuerà a lavorare per l’adesione, considerandola un «obiettivo strategico»: «Non dimenticheremo mai nè faremo mai dimenticare ad altri le decisioni prese all’unanimità nel 2005», assicura il presidente turco, sottolineando come, è sulla base degli accordi presi allora che il Paese «continuerà a guardare alla sua relazione con la Ue».
Gul non crede che sul processo di adesione possa pesare il fatto che il suo Paese sia a maggioranza musulmana. «Non voglio pensare a questa possibilità. Non voglio pensare che questo possa essere un motivo o una preoccupazione – afferma – perché sarebbe una enorme perdita di reputazione per la Ue e mostrerebbe che tutte le cose di cui parliamo quando parliamo della Ue sono in effetti una bugia». Non destano grande preoccupazione neanche gli altalenanti sentimenti dei cittadini turchi verso la Ue. I cambiamenti nell’opinione pubblica turca – secondo Gul – sono dovuti principalmente «alle dichiarazioni negative sulla Turchia fatte a volte da alcuni leader europei»: ma nonostante ciò, il presidente assicura come oltre il 50% della popolazione turca sia ancora favorevole a un’entrata della Turchia nella Ue.
Guardando oltre i confini dell’Europa, il presidente turco dichiara di non condividere affatto la paura espressa da molti osservatori su una possibile comparsa degli estremisti sulla scena politica in Paesi come la Tunisia. «Non credo affatto che questo sia compatibile con la realtà tunisina. Conoscendo il Paese e la sua gente – spiega – e sapendo che sono un popolo maturo, molto aperto verso il mondo, credo che ci sia una domanda da parte dei cittadini tunisini per più democrazia e più libertà». Per quel che concerne, infine, il ruolo che la Turchia sta giocando nell’area medio-orientale e con i Paesi limitrofi, il presidente turco invita a «guardare alla Turchia come un generatore di stabilità».
