Turchia: uccisa l’artista milanese, assassino in manette

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Turchia: uccisa l’artista milanese, assassino in manette

12 Aprile 2008

E’ finito nel modo peggiore il viaggio in autostop di Giuseppina Pasqualino, l’artista milanese che sognava portare la pace nelle terre d’Oriente lacerate dai conflitti. La polizia turca ha trovato il cadavere della donna attorno alla mezzanotte, spogliato, coperto di rami e terra.

Un assassinio odioso, del quale devono ancora essere ricostruite dinamiche e motivazioni. Ad Apcom il console generale d’Italia a Istanbul, Stefano Canzio, ha confermato che il presunto colpevole è già finito in manette: si tratterebbe di un disoccupato di 38 anni, reo confesso dopo esser stato tradito dalle tracce di un cellulare.

Trentatre anni, in arte Pippa Bacca, Giuseppina era stata vista l’ultima volta il 31 marzo in una stazione di servizio nei pressi della cittadina di Gezbe, non lontano da Istanbul. Insieme con un’amica, Silvia Moro, era impegnata nella performance “Spose in viaggio”: in abito bianco aveva attraversato in autostop i Balcani e contava di raggiungere il Libano. La veste nuziale – aveva spiegato sul suo sito online – aveva un valore simbolico: l’idea, in sostanza, era attraversare con un messaggio “di vita e di pace” Paesi sconvolti da guerre e tensioni. Da Silvia, però, Giuseppina si era separata giorni fa forse a causa di un litigio sulle tappe da percorrere.

L’uomo finito in manette – ha detto Canzio ad Apcom – può essere il guidatore della jeep sulla quale, il 31 marzo, Giuseppina era stata vista salire nella stazione di servizio. M.K. – queste le iniziali del probabile assassino – sarebbe stato rintracciato dalla polizia grazie al cellulare della vittima, dal quale avrebbe incautamente fatto alcune telefonate.

Per comprendere le motivazioni del delitto potrebbe risultare decisiva l’autopsia sul cadavere: i risultati, che dovrebbero esser resi noti nella mattinata di oggi, diranno sa se Giuseppina abbia subito violenza sessuale.