Home News Tutto il decreto di aprile, maggio e giugno minuto per minuto

Siamo alla farsa...

Tutto il decreto di aprile, maggio e giugno minuto per minuto

1
41

  • Doveva essere “decreto aprile”, era diventato “decreto maggio”, ora per evitare lo stillicidio lo hanno ribattezzato “decreto rilancio”. E intanto la stragrande maggioranza degli aventi diritto, tra cassa integrazione e altre misure, ancora aspettano i soldi di marzo. Per non parlare del flop dei prestiti del “decreto liquidità”.

  • In queste ore continuano gli slittamenti per le liti interne alla maggioranza e per la forte opposizione di organizzazioni di categoria (Confindustria, organizzazioni di esercenti ecc.). La bozza finora circolata è un provvedimento-monstre di 500 pagine e 258 articoli.

 

  • Secondo le anticipazioni e le dichiarazioni di Gualtieri, sarebbe previsto uno sconto IRAP di due miliardi per le aziende medie (a quanto scrivono alcuni giornali, da coprirsi con extra deficit e poi con il MES). Ma Confindustria e altri sono sul piede di guerra perché è insufficiente per entità e platea di beneficiari. Senza contare che si continua a giocare furbescamente sugli acconti, che invece che da più di quarant’anni per legge possono essere calcolati sulla previsione di incasso e non sul fatturato dell’anno precedente.

 

  • Sul turismo c’è lo zero assoluto, tranne una ridicola formulazione del “bonus vacanze”. Fino a 500 euro per nuclei familiari con ISEE inferiore a 35mila euro (ora dopo le proteste pare sia stato portato a 50mila euro), che per il 90% (dopo le proteste pare portato all’80%) anticipa l’azienda ricettiva sotto forma di sconto da recuperare con credito di imposta e per il 10% (dopo le proteste pare portato al 20%) anticipa il cliente. E’ una misura assurda! Dovrebbe aiutare le imprese turistiche e ricettive, le più esposte alla crisi da Covid-19, a recuperare liquidità, e invece finirebbe per affossarle definitivamente. Ancora una volta si scarica tutto sull’impresa. Senza contare che, per meccanismi di Iva, le aziende avrebbero difficoltà di capienza per il credito di imposta. 

 

  • Sul contributo a fondo perduto alle aziende che abbiano perso almeno i 2/3 del fatturato ad aprile 2020 rispetto al aprile 2019, diversi ordini di problematiche: 1) Una burocrazia folle per potervi accedere e diverse esclusioni; 2) Entità molto limitata, altro che potenza di fuoco (bassa percentuale di mancato incasso riconosciuta); 3) Tempi biblici, tra il termine per la messa a disposizione della piattaforma informatica e il termine di presentazione della domanda, si rischia che se va bene prima di settembre non si vedrà un euro.
  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Meglio aspettare anche quello di luglio, non si sa mai. Un “De-cretino” non salva la vita ma distrugge l’economia.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here