TV, Berlusconi: “Danno d’immagine”
28 Maggio 2008
di Redazione
Un danno d’immagine. Silvio Berlusconi non ha preso bene il capitombolo del Governo, battuto ieri pomeriggio su un emendamento al ‘Decreto salva infrazioni’Ue. Un provvedimento per altro già finito al centro della polemica avendo al suo interno la discussa norma su Retequattro. Una sconfitta parlamentare fragorosa provocata dalla simultamea assenza di circa 90 deputati del Pdl.
Il rischio di un esito infelice delle votazioni aveva già fatto capolino durante il pranzo Berlusconi-Fini-Schifani. Secondo quanto viene riferito sia il presidente del Consiglio sia il presidente della Camera si sarebbero interrogati, guardando alle votazioni della mattina, sulle numerose assenze nel gruppo del Pdl. Fini, in particolare, avrebbe osservato con rammarico che il numero legale in un’occasione è stato raggiunto per un soffio. Dato che non è passato inosservato a un Cavaliere irritato dal fatto che l’Udc sia risultato determinate ai fini del raggiungimento del numero legale. Insomma, una circostanza fastidiosa per Berlusconi, che ha invitato i suoi a maggiore "compattezza". Dall’Udc, invece, si fa notare che il partito di Casini non avrà un atteggiamento "punitivo" sulla delicata partita delle televisioni, ma si aggiunge che non è nelle intenzioni dei centristi "salvare" Berlusconi. "Semplicemente restiamo importanti, oggi questo è risultato chiaro, ma sulle questioni che non ci convincono la nostra opposizione sarà intransigente", si spiega da via dei Due Macelli.
Per questo, bisogna accelerare sulla nomina di un maggior numero di vicepresidenti del gruppo. In particolare, spiegano fonti del Pdl, Berlusconi si sarebbe lamentato che con una maggioranza come quella uscita dalle urne non ci si può permettere scivoloni di questo tipo. Insomma, per molti nel Pdl è necessario ‘oliare’ i meccanismi del gruppo per affrontare al meglio la ‘quotidianità’ parlamentare.
Ma la bufera ha investito soprattutto Forza Italia. Sul banco degli imputati le assenze del partito azzurro, in totale oltre settanta, oltre la metà delle quali ‘non giustificate’. Alleanza nazionale, paradossalmente, contava meno banchi vuoti, meno di 15, una metà dei quali impegnati per le elezioni amministrative siciliane. Una ventina degli assenti erano proprio siciliani, dato sul quale si sommano appunto le amministrative e i malumori nel Pdl sull’Isola. E poi l’assenza del capogruppo Fabrizio Cicchitto, stigmatizzata dalla sponda An del Popolo delle libertà. Proprio il capogruppo del Pdl a Montecitorio ha visto nel pomeriggio Cicchitto per cercare di capire le dinamiche che hanno portato allo ‘scivolone’ a Montecitorio.
fonte: APCOM
