Ue. Mantica: Si lavora a macroregione adriatico-jonica

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Ue. Mantica: Si lavora a macroregione adriatico-jonica

Ue. Mantica: Si lavora a macroregione adriatico-jonica

13 Aprile 2010

L’Italia lavora alla realizzazione di una macroregione adriatico-jonica, auspicando che possa configurarsi come "motore attivo di una più stretta cooperazione" fra i territori e i popoli del fianco sud dell’Europa. Intervenuto a Bruxelles al forum sulle macroregioni europee, il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, nel chiedere "coraggio e lungimiranza complessiva", spiega che l’Italia "condivide il recente approccio dell’Unione Europea sulle macroregioni ed è convinta che valga la pena perseguirlo senza esitazioni nelle aree che si dimostrino mature per attuarlo".

Allo stesso tempo, spiega Mantica, "l’Italia condivide anche i tre ‘no’" fissati dall’Ue e su cui è stata costruita nei mesi scorsi la Strategia del Mar Baltico: "no a nuovi fondi, no a nuova legislazione, no a nuove istituzioni". Da questo punto di vista, l’Iniziativa adriatico-jonica (Iai) che dovrebbe rappresentare il trampolino di lancio della futura macroregione "ha tutte le carte in regola (10 anni di storia e un segretariato che paghiamo noi) e i requisiti per configurarsi come macroregione omogenea, per la quale sviluppare un approccio strategico fondato sulla similarità e sulla comunanza di problemi, opportunità e prospettive", sottolinea il sottosegretario.

In quest’ottica, annuncia Mantica, il prossimo 5 maggio, in occasione della fine della presidenza italiana della Iai e del decimo anno della nascita dell’iniziativa, Italia, Grecia e Slovenia (in quanto membri dell’Ue) sottoscriveranno insieme agli altri 5 Paesi partner (Albania, Croazia, Bosnia, Serbia e Montenegro) un documento politico "per lanciare questa strategia adriatico-jonica", che potrà "fare tesoro della pluralità di iniziative, programmi e progetti già in atto, dando ad essi una compiuta cornice europea ed adattando gli strumenti a disposizione alle peculiarità delle varie realtà, senza per questo perdere di vista l’obiettivo complessivo ed unitario di rafforzare la coesione di tutta l’Ue".