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Un lettera che merita una risposta

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Ho ricevuto una lettera che suggerisce un'interessante riflessione sulla cultura conservatrice, la classe dirigente italiana e il ruolo delle riviste di cultura politica. E' un tema che tocca ci tocca da vicino anche come quotidiano on-line. Proverò a dare una risposta argomentata al nostro lettore. Intanto vi sottopongo la sua lettera nel caso vogliate provare a rispondere anche voi...


Caro Direttore,

                      Angelo Mellone in un suo articolo pubblicato su L'Occidentale sostiene "che non si può davvero mettere in cantiere alcuna ipotesi di una crescita qualitativa della destra italiana senza passare per un confronto serrato, sistematico, quotidiano con la riflessione politica e con l’obiettivo di dotare il centrodestra di una classe dirigente – questa benedetta classe dirigente… - che sappia fare più e meglio di ciò che abbiamo visto nel quinquennio di governo 2001-2006. Con maggiore spazio alla produzione scientifica, all’approfondimento dei temi-chiave della politica di una nuova destra, postideologica e realista ma non – per dirla con Roger Scruton – noiosa o scontata...".

Tipico luogo di elaborazione e diffusione di nuove idee sono le riviste, nel nostro caso le riviste di cultura politica. Si può, penso, tranquillamente dire che se in USA non ci fosse stata la rivista "National Review" i Repubblicani oggi non sarebbero quel che sono.

Il motivo per il quale le scrivo è il seguente: la Fondazione Magna Carta pubblica alcuni libelli, per lo più trasposizioni di atti di convegni da essa organizzati, e un interessante quanto innovativo quotidiano d'opinione online. Ma la considero ahimè una produzione ancora insufficiente o meglio incompleta. Manca, a mio parere, un'autorevole rivista trimestrale di cultura politica (a proposito, se non sbaglio proprio lo stesso Mellone dovrebbe dirigere quella della fondazione finiana Fare Futuro) ove produrre il nuovo pensiero dei conservatori liberali italiani. Auspicabile sarebbe inoltre se, in collaborazione con la casa editrice Rubbettino, venisse dato vita ad una raffinata collana editoriale nella quale raccogliere il pensiero dei maggiori intellettuali conservatori (sui grandi valori, ma liberali in economia) attualmente presenti nello scenario mondiale.

 

Cosa ne pensa?    

 

Giovanni Schiavin

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2 COMMENTS

  1. un Liberty Fund italiano?!
    Il Liberty Fund mette a disposizione on-line gratuitamente i testi in inglese dei “classici” fondamentali del pensiero liberale, oltre a rendere disponibili pubblicazioni cartacee tradizionali.

    L’ideale sarebbe avere uno “Fondo della Libertà” che proponesse ad un più vasto pubblico tali testi in italiano.

    Incrociamo le dita.

  2. Sulle riviste
    Mi sembra che le riviste di quel tipo si stiano moltiplicando in Italia,ma non so quanto siano in grado di produrre un effettivo moto di riflessione su un pubblico che aspira ad uscire da un limitato circolo culturale.
    Ho partecipato alla Summer School e ricordo come il Dr Loquenzi annunciò questo ambizioso progetto editoriale – virtuale e mi sembra che l’ottima qualità delle riflessioni conduca ad esprimersi positivamente sul risultato già ora raggiunto.
    Certo, il non plus ultra sarebbe un quotidiano cartaceo, pochi fogli ma che ogni giorni ci trasmettono la consistenza delle nostre idee e la loro cogente pregnanza con la realtà. Spero che un giorno si possa arrivare a questo, magari trovando un buon finanziatore e forse accontentandosi, per il momento, di un settimanale.

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