Un nostro articolo trova conferma nel dolore di una madre

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Un nostro articolo trova conferma nel dolore di una madre

10 Settembre 2007

I commenti dei nostri lettori continuano a riservare sorprese. E’ il caso di un commento postato all’articolo di  Enrico de Simone sulla situazione criminale in Venezuela.  Lo ha scritto Rosanna Vecoli, la mamma di Elena Vecoli, la ragazza di 34 anni uccisa a Los Roques in Venezuela durante il viaggio di nozze nell’ottobre scorso.

Fu una vicenda terribile: Elena e il marito Riccardo  vennero sorpresi durante la notte e picchiati selvaggiamente, lui fu ricoverato in fin di vita mentre la ragazza morì soffocata dai cavi elettrici con cui era stata legata.

Oggi la mamma di Elena scrive a l’Occidentale per raccontare della sua tristezza e frustrazione per come la vicenda è stata seguita dalle autorità italiane e per la scarsa tutela verso i turisti che continuano, ignari dei pericoli, a fare le loro vacanze in quel paese.

Vale la pena di leggere quel commento e forse anche di fare qualcosa di più. Noi ci proveremo..

Sono la mamma di Elena Vecoli: la lettura di questo articolo
ha purtroppo confermato le mie convinzioni sulla pericolosità del “paradiso
terrestre” di Los Roques, in cui mia figlia ha trovato la morte. Per vostra
opportuna conoscenza, già nel mese di ottobre 2006, ci siamo rivolti alla
Farnesina per ottenere che, alla luce di quanto era accaduto a nostra figlia,
l’arcipelago di Los Roques non venisse più indicato tra le zone sicure del
Venezuela nel sito “viaggiaresicuri.it”, che Elena aveva consultato prima di
partire. La dottoressa Elisabetta Belloni in persona mi ha però risposto, con
gentilissime parole, che la nostra domanda non aveva molte possibilità di
essere accolta. Quindi i proprietari di posadas ( un’ottantina di italiani)
continuano a fare affari d’oro e i turisti a rischiare inconsapevolmente la
vita. Questa incapacità delle nostre Istituzioni di assumere un atteggiamento
responsabile ci ha molto amareggiati. Quanto alle cause dell’omicidio,
l’ipotesi del furto pare essere stata superata: è più probabile che si sia
trattato di uno scambio di persona (mia figlia dormiva, con il marito, nella
camera del padrone della Posada Lagunita): a Los Roques c’è chi sa cosa è
successo e il motivo, ma si guarda bene dal parlare, perché teme per sé e per
la propria famiglia. Anche su questo aspetto del problema, pur essendo stati
ricevuti dal ministro della Giustizia, non abbiamo avuto alcun chiarimento, né
e stata esercitata alcuna pressione ad alto livello per risolvere un caso che
Jesse Chacon aveva definito “atipico”. I nomi degli esecutori sono stati subito
resi noti, ma probabilmente non verranno mai presi, se il mandante è, come
sembra, un militare. Evidentemente l’assassinio di mia figlia rientra benissimo
nella situazione così brillantemente descritta nell’articolo! Possibile che non
si possa fare niente per impedire che accadano delitti così frequenti e così
efferati?

Rossana Vecoli