Un presidente scelto tra chi può garantire le riforme

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Un presidente scelto tra chi può garantire le riforme

28 Gennaio 2015

Giornata febbrile per la scalata al Colle, densissima di incontri tra leader e delegazioni dei partiti. I protagonisti della politica non scoprono fino in fondo le carte, il metodo della consultazione aperta e senza veti regge, mentre sulle agenzie di stampa esplode il totonomi in un esercizio che potrebbe lasciare il tempo che trova.

Resta l’identikit del nuovo presidente della Repubblica che, almeno per le forze moderate, dovrà dimostrare di essere un politico di provata esperienza e con una sua visione sull’Italia. Persona che conosca le istituzioni, capace di rappresentare degnamente il nostro Paese a livello internazionale e che – nel rispetto del Parlamento – sia anche in grado di muoversi con una propria autonomia all’interno del gioco politico.

Soprattutto avere un Presidente convinto della necessità di proseguire sulla strada delle riforme avviate dagli ultimi governi repubblicani è fondamentale per completarle e per conservare la credibilità che il nostro Paese ha saputo riprendersi in Europa e all’estero ed è questa la bussola di Area Popolare, pronta a convergere su una candidatura non divisiva e in grado di rappresentare al meglio una delle grandi famiglie politiche europee.

Ma il nome? Considerando che il Partito Democratico rappresenta quasi la metà dei grandi elettori, a questo punto dovrà essere il premier Renzi a dire la sua, aprendo le danze. Sappiamo che tra i Democrats non certo stretti a coorte ci sono anime e sensibilità e motivazioni diverse per cui l’importante è che nel momento in cui si passerà al voto il tutto non si riduca a una sorta di spinoff delle primarie piddine: quella per il Quirinale non è una partita nel Pd ma fra tutte le forze che siedono in Parlamento.

Del resto nel momento in cui il Partito Democratico esprime le più alte cariche istituzionali del Paese e ripensando alla storia quirinalizia degli ultimi lustri c’è spazio per figure che non siano totalmente incardinate nella storia della sinistra ma possano rappresentare una forma di garanzia più alta e più ampia possibile. La partita continua.