Un vaffa non si nega a nessuno, specie se è gratis
10 Settembre 2007
di Redazione
A settembre Beppe Grillo ha in calendario 3 o 4 date in giro
per l’Italia con il suo spettacolo. I biglietti si aggirano sui 30 euro, cinque o sei volte di più del prezzo per votare alle primarie del Pd. A Bologna Grillo si è esibito gratis e ha
portato in piazza 40mila persone: non ci sembra una gran sorpresa, piuttosto un
bel risparmio per chi normalmente si compra il biglietto.
Non ci vuole De Rita per analizzare il fenomeno, basta aver visto almeno una volta “Ok il prezzo è giusto”.
Grillo ha trovato un nuovo filone per ringiovanire la sua
vena artistica e lo sfrutta da abile uomo di showbiz. La protesta, l’antipolitica,
il vaffanculo, tirano, sbigliettano, come si dice in gergo, e lui si era
preparato per tempo. Ne sanno qualcosa Stella e Rizzo che con la loro raccolta
delle malefatte della “Casta” hanno fatto bingo in libreria.
Come operazione di marketing non c’è male, ma neppure ci
pare entusiasmante. Un po’ di passaparola sul suo blog ed ecco che la piazza si
riempie. Niente di nuovo: la rete si può utilizzare di certo in modo più
creativo che non per darsi appuntamento per pubblico vaffanculo.
Sono tempi in cui un bel vaffanculo non si nega a nessuno e
anche chi lo riceve non se ne fa poi gran cruccio. Anzi, si affretterà ad
aggiungere il suo a quello degli altri all’indirizzo di quelli che restano.
Il problema è la politica. E quella proposta da Grillo è
veramente moscia. Sai che emozione tornare alle preferenze, quelle che si
pagavano con la scarpa destra o con mezzo chilo di pasta. Quanto a ridurre i
parlamentari e mettere da parte il Senato, l’orrido Berlusca ci aveva
provato ma poi tra girotondi,
vaffanculi, firme e referendum non se n’è fatto nulla. In Parlamento poi c’è
condannato e condannato e non ci piace la mannaia che colpisce alla cieca.
Ma il vero assurdo è la modalità: la legge di iniziativa
popolare. Un rimasuglio burocratico che non ha mai funzionato e mai funzionerà.
Al Parlamento ne arrivano a tonnellate e finiscono dritte al macero. Accadrà
anche per quella di Grillo.
Un buon pretesto per consentire al Beppe nazionale di richiamare
i suoi a raccolta per un altro vaffanculo e un altro show.
