Una mail di D’Alema a Bersani su liste, Bonino e Di Pietro
09 Marzo 2010
di Redazione
Per uno strano caso abbiamo intercettato questa mail indirizzata da Massimo D’Alema a Pierluigi Bersani. Temiamo che per questo disguido essa non sia mai arrivata a destinazione, per questo la pubblichiamo. Non sia mai che il segretario del Pd possa ancora trarne giovamento.
“Caro Pierluigi, due o tre riflessioni di cui vorrei metterti a parte riguardo alla vicenda del caos sulle liste delle regionali. Considerale per quello che sono, anche perché sono convinto che si tratti di considerazioni così banali che non potrai non condividere.
Il pasticcio combinato dal Pdl può tornarci utile se da parte nostra sapremo cogliere al meglio quest’occasione. Penso soprattutto alla situazione del Lazio dove le candidate sono testa a testa ma dove il Pd deve recuperare tempo e voti perduti. Lasciamo dunque che sia il Pdl a rompersi la testa con ricorsi e carte bollate: più ne fanno meglio è. Non mi metterei ad inseguirli su questo terreno con contro ricorsi e contro carte bollate. Non metterei i nostri avvocati a battagliare con i loro. Daremmo agli elettori l’impressione di voler vincere senza combattere, facendoci dare una mano dai magistrati. Approfittiamo piuttosto del fatto che gli altri sono intrappolati nelle cancellerie per recuperare terreno nella campagna elettorale. Fossi in te suggerirei a Emma di fare come se la campagna elettorale proseguisse normalmente: niente drammi, niente proclami sulla “fine della democrazia” e sugli avversari cinici e bari. Meglio, molto meglio contrapporre alle litanie da azzeccagarbugli a cui saranno costretti nel centro destra, idee e proposte concrete per il governo della regione. L’immagine migliore per la nostra campagna elettorale – penso ai telegiornali – sarebbe vedere la Polverini carica di scartoffie e assediata dai sospetti e risentimenti, mentre Emma gira per mercati, ospedali, luoghi di lavoro a fare la candidata a tempo pieno. A proposito, parla anche con quello sciamannato di Pannella e pregalo di fugare ogni dubbio sulla candidatura di Emma: ci manca solo che quella continui a giocare a nascondino con gli elettori.
Altra cosa importante: stiamo più lontani possibile da Di Pietro in questa fase. E’ ovvio che lui cercherà di lucrare il massimo da questo caos, anche perché i sondaggi lo davano in calo. Ora, tra popoli viola, Repubblica che da fuoco alle polveri, facebook e quant’altro, quello è capace di recuperare terreno e portarsi via un po’ dei nostri voti, quelli più radicalizzati e barricadieri. Hai visto tra l’altro come ha cambiato rapidamente atteggiamento sulla vicenda? Ha cominciato col dire che non voleva vincere a tavolino, poi, quando ha fiutato il montare della protesta s’è messo a cavalcarla persino contro il Quirinale.
Per questo suggerirei di evitare come la peste manifestazioni di piazza di ogni genere, specie se a fianco di Di Pietro. Rischiamo di trovarci a dover assecondare le sue fucilate contro il presidente della Repubblica e in più fare la figura di quelli che lucrano sulle disgrazie altrui. Meglio abbassare i toni. Hai visto che cosa è successo col decreto salva-liste? Abbiamo tutti fatto un gran parlare di attentato alla democrazia, di passo verso la dittatura, di golpe ecc…poi i magistrati hanno fatto come gli è parso è piaciuto. Insomma, anche noi sempre a esagerare co’ sta storia del golpe non ci facciamo proprio una bella figura. Poi scusami, scendere in piazza perché? Contro che? Che facciamo? una manifestazione a sostegno dei giudici del Tar? O di solidarietà con i consiglieri di Stato? A difesa delle leggi elettorali regionali? Ma ti rendi conto? Ormai il decreto è lettera morta, lasciamo che ci si incartino gli altri. Scendere in piazza in queste condizioni vuol dire solo portare acqua al mulino di Di Pietro.
Vedo che i giornali traboccano di pareri legali, strologazioni di costituzionalisti, interpretazioni autentiche, codici e pandette: lasciamo perdere. Se interpellati portiamo il discorso su cose concrete, facciamo noi per una volta la parte di quelli “del fare”. Repubblica, l’Unità , il Fatto e tutti gli altri ci stanno andando a festa su questa storia ma ho l’impressione che alla lunga cavalcare questa protesta formalista non paghi più di tanto. Infondo, pensaci bene, la maggioranza e il governo stanno facendo un gran casino, ma alla fine non ci sono in ballo diritti negati, non si ruba niente a nessuno, semmai ci sono milioni di elettori che rischiano di non saper chi votare. Questo ovviamente lo dico a te in privato, non lo direi in pubblico, ma è per aiutarti a valutare bene il tenore delle nostre posizioni e dichiarazioni.
Non vorrei che alla fine quello che poteva essere un vantaggio per noi si trasformi in un vantaggio per loro. Sono certo che ne converrai.
Tuo, Massimo"
