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L'uovo di giornata

Una morte da Oscar

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Il regista è da premio oscar, il titolo da Leone d’Oro, la storia di quelle che farà discutere a lungo. Non manca neanche uno degli ingredienti per un corto di successo, se non fosse che la storia è vera e girata in presa diretta. Racconta gli ultimi momenti di vita di Craig Ewert, un 59enne malato di Sclerosi laterale amiotrofica, e stasera verrà mandata in onda dalla televisione inglese, sul canale Sky Real Lives.

Ewert , docente universitario di Harrogate, nel North Yorkshire, felicemente sposato con Mary e padre di due figli, si è lasciato riprendere dalle telecamere mentre gli veniva praticata l’eutanasia in una clinica svizzera. Ha prima staccato con la bocca la spina del macchinario che lo teneva in vita, poi ha ingerito una dose letale di sedativi. Dopo meno di 45 minuti è morto, al fianco della moglie.

Lui ha deciso di ricorrere al suicidio assistito man mano che si accorgeva che la malattia lo stava rapidamente paralizzando: “Sono stanco della malattia, ma non sono stanco di vivere - ha precisato poco prima di morire - amo la vita, ma la realtà è che non riesco più a vivere. Se scegliessi di rimanere in vita, sceglierei anche di sottopormi a una vera tortura. Ho optato per un’alternativa: porre fine a questo viaggio e intraprenderne un altro. Dal momento in cui la malattia ti paralizza completamente il corpo, non sei altro che una tomba vivente che si nutre attraverso un sondino nello stomaco, non sei nient'altro. È troppo doloroso”.

L'ultimo bacio alla moglie. Le parole d’addio:  «Ti amo così tanto, tesoro». «Fa buon viaggio. Ti rivedrò a un certo punto». Poi a Ewert viene data una sostanza liquida, una voce lo informa dei suoi effetti letali in caso di ingerimento. Lui non esita, beve, poi chiede del succo di mela e della musica. Poco prima di chiudere gli occhi dice, «Grazie».

Craig ha pagato 3.000 sterline, circa 3.500 euro, alla “Dignitas” per ottenere l'assistenza necessaria durante il suicidio assistito, la cremazione del suo corpo e il ritorno in Gb.

Il documentario 'Right to Die?', girato dal premio Oscar John Zaritsky, ha suscitato un coro di polemiche, soprattutto da parte dei sostenitori pro-life ma è stato difeso dal regista e da Sky, che nonostante tutto ha deciso di mandarlo in onda, sostenendo che con esso si vuole solo contribuire al dibattito sull'eutanasia.

Più che un dibattito a noi sembra un tragico monologo. Ma the show (business) must go on.

 

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3 COMMENTS

  1. Scommessa vinta
    Ho appreso la notizia stamane da Radio 3 Mondo.
    Avendo qualche minuto libero mi sono detto tra me e me:
    “scommetti che il giornale on line dei bacchettoni riprende e commenta, a suo modo, la notizia”?
    Ho vinto!!!!!!!!

  2. una morte da oscar
    Lo show tv è per la massa indistinta.
    Le vere performances sono da realizzare all’interno della nostra sfera di intimità (fra pari), come insegna il teatro di Stanislawsky.
    Il parto, il coito normale o personalizzato e la morte sono le nostre massime performances umane e naturali a cui siamo chiamati.
    Che la tv ne stia lontano e non le contamini!

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