Unicredit. Soci lavorano su nuovo ad, giovedì convocato il cda
25 Settembre 2010
di Redazione
Surplace apparente, grande lavoro dietro le quinte. Così i soci e il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, stanno procedendo per trovare il successore di Alessandro Profumo, con alcuni punti fermi: Banca d’Italia suggerisce di fare presto e giovedì prossimo c’è un consiglio di amministrazione da tempo fissato a Varsavia, nel nome dell’internazionalità della banca, dal quale potrebbe già venire un’indicazione precisa.
L’altra certezza, parlando con i pochi operatori del mercato azionario presenti nelle sale operative che guardano su Piazza Affari, è che una ‘short list’ di nomi tra i quali trovare il nuovo amministratore delegato ancora non c’è. Ma i sondaggi informali proseguono, con martedì che potrebbe essere una giornata chiave per sciogliere le prime riserve.
I maggiori nodi da sciogliere appaiono ancora quelli sul nome di Andrea Orcel, 50 anni, banchiere d’affari alla guida di Bank of America-Merril Lynch in Italia. Che ha molte carte in suo favore. Le migliori sono quelle legate al recente passato: il ‘suo’ attuale gruppo ha seguito come advisor molte delle partite cruciali che hanno portato Unicredit a essere quello che è oggi, dalla fusione con Capitalia all’offerta pubblica di acquisto su Hvb, dai recenti aumenti di capitale all’attuale dossier per la possibile cessione di Pioneer. Ma sono le stesse carte che potrebbero frenare la sua candidatura: a Unicredit serve un manager assai competente anche sul fronte della ‘banca commercialè, quella che lavora con i clienti e gli sportellisti, il profilo che ha permesso alle banche italiane di accusare meno di molte altre le spallate di questa lunga crisi nata dal collasso dei mutui subprime.
I problemi su Orcel, comunque l’unico nome sul quale è finora trapelata notizia di un incontro con alcuni soci forti, potrebbero venir superati dal varo di un ‘ticket’ con un altro nome in ascesa: quello di Roberto Nicastro, 45 anni, uno degli attuali quattro viceamministratori delegati di Unicredit, che potrebbe ricoprire il ruolo di direttore generale con forti deleghe operative, ma con un profilo sufficiente anche per aspirare alla poltrona più importante. Poi tutti gli altri nomi che possono essere stati in qualche modo sottoposti al presidente tedesco Rampl, che mantiene saldamente in mano il pallino della selezione: Giampiero Auletta Armenise (Rothschild), Fabio Gallia (Bnl-Bnp Paribas), Mario Greco (Zurich Life, già amministratore delegato di Ras).
Più un outsider che sarebbe una ‘bombà, visto che molti consiglieri di Unicredit non gradiscono gli interventi della politica sulla banca: Vittorio Grilli, attualmente direttore generale del Tesoro, dal 2002 al 2005 Ragioniere generale dello Stato. Intanto in Borsa il titolo ha sofferto ma non troppo per il cambio al vertice, da qualche commentatore definito «al buio».
Unicredit è stato il titolo più scambiato nell’ultima settimana di Piazza Affari e da quando gli operatori hanno dato per solida l’ipotesi di un addio di Profumo, cioè da lunedì 13, ha ceduto il 6,8%. Dal giorno dell’ufficializzazione delle dimissioni la perdita è stata invece del 2,5%, con un forte recupero (+3,2%) nell’ultima seduta della settimana. Il panorama appare infatti ancora fluido agli analisti, tanto che i report sul titolo non sono stati particolarmente numerosi o decisi. Il più chiaro è quello di Equita, che ha rivisto al ribasso il giudizio sul titolo da ‘buy’ a ‘hold’, mentre Intermonte (‘neutral’) e Banca Leonardo hanno solo consigliato di sottopesarlo un po’. Niente di sconvolgente nell’attesa possa arrivare il ‘Papa polacco’, nel caso il nome venga indicato giovedì prossimo a Varsavia, nella sede di una delle tante acquisizioni dell’era Profumo.
