Unioni civili. Brunetta difende proposta Rotondi: nessun peso per welfare

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Unioni civili. Brunetta difende proposta Rotondi: nessun peso per welfare

10 Settembre 2008

Sulle unioni di fatto Brunetta tira dritto. Dopo "qualche mala parola dei pasdaran" (e qualche subbuglio nella sua maggioranza), il ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione, difende – "da parlamentare" – la proposta avanzata con il suo collega di governo Gianfranco Rotondi per regolamentare la materia. Da "laico", spiega tra gli applausi ai partecipanti alla Summer School della fondazione Magna Carta, vicina a Forza Italia, le ragioni della sua iniziativa. E, precisando che la normativa deve prescindere dalle tendenze sessuali dei conviventi, Brunetta spiega che, a differenza dei Dico dell’era Prodi, la sua proposta di legge non prevede nessuna spesa per il welfare.

Credo nella Costituzione, che parla di famiglia in modo molto chiaro, come un bene pubblico e un nucleo essenziale della società, formata da un uomo e una donna", ha spiegato Brunetta. "Anche dal punto di vista economico questa famiglia è un bene pubblico, un bene che può e deve ricevere risorse per la sua evoluzione, come la giustizia, la scuola e la salute. Accanto alla famiglia, però, esistono altre forme di convivenza che non sono un bene pubblico e non devono essere oggetto di welfare – ha proseguito l’esponente azzurro – ma che io considero egualmente meritevoli di attenzione da parte dello Stato. Si tratta di convivenze formate da chi decide di avere un legame debole di reciprocità per motivi affettivi o solidaristici: che male c’è?".

Ascoltato attentamente dagli studenti della Summer School di Magna Carta, nella villa Tuscolana di Frascati, Brunetta ha premesso di essere "laico, né cristiano né cattolico, a meno di conversioni straordinarie". "Ho grande rispetto per i credenti anzi, forse, hanno qualche strumento in più rispetto a me", ha aggiunto, per poi affermare: "Una classe politica come la nostra, che sta cambiando l’Italia in modo non ideologico, col consenso della gente, credo abbia il dovere di riflettere su questioni difficili, mantenendo la Costituzione come stella polare, un testo che ci unisce tutti, cattolici e non cattolici, diversamente credenti, ebrei, musulmani. Mi sono preso qualche mala parola dai pasdaran, da quelli con la verità in tasca – ha proseguito Brunetta – ma vado avanti lo stesso. Questa riflessione – ha precisato – la faccio insieme a un cattolicone come il mio amico Rotondi. Vediamo cosa succede. Se ci cacceranno via…", ha affermato il ministro con una punta di humor, per poi precisare: "L’obiettivo è unire, dare più ragioni per stare insieme, in questo paese, anche con chi fa scelte diverse dal matrimonio. Se questa riflessione avrà le gambe per andare avanti, sarà un fatto positivo. Se dividerà più di quanto unirà, meglio lasciar perdere".