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Unipol, chiesto rinvio a giudizio per Consorte

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La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, del suo ex vice Ivano Sacchetti e dell'immobiliarista Vittorio Casale.

Il rinvio a giudizio è stato chiesto a conclusione dell'inchiesta sulla dismissione di 133 immobili del gruppo Unipol.

La richiesta è stata firmata dai pubblici ministeri Rodolfo Sabelli e Giuseppe Cascini.

Nell'indagine sono stati ipotizzati per Consorte e gli altri nonché per altre quattro persone coinvolte nella vicenda, i reati di appropriazione indebita e false attestazioni sociali e infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità.

La contestazione fatta a Consorte e a Sacchetti riguarda una plusvalenza di 9,5 milioni di euro che erano stati sequestrati ai due indagati con riferimento alla vendita di un immobile. Questo, acquistato per 16 milioni di euro, era stato successivamente rivenduto per 26 milioni.

La plusvalenza di 9,5 milioni di euro era stata destinata appunto da Consorte a Sacchetti. Parte della somma era stata anticipata, secondo le conclusioni degli investigatori, all'imprenditore Casale.

La somma in questione rappresentava una specie di compenso da parte di Casale ai due manager per una precedente transazione riguardante la dismissione di 133 immobili della Unipol che sarebbero stati venduti a prezzi inferiori a quelli di mercato.

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