Università. Fini: “La riforma è la cosa migliore della legislatura”

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Università. Fini: “La riforma è la cosa migliore della legislatura”

27 Novembre 2010

"Martedì prossimo la riforma dell’università sarà approvata ed è una delle cose migliori di questa legislatura". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intrattenendosi a discutere della riforma con alcuni professori, a conclusione di un incontro tenuto all’università di Lecce con il Consiglio d’amministrazione ed il Senato accademico.

"Può anche non piacere un certo impianto della riforma, ma tentare di bloccarla avendo come certezza che rimarrebbe tutto così com’è, significherebbe fare il più clamoroso errore che si può fare per garantire il futuro dei nostri figli", ha aggiunto il fondatore del Pdl concludendo il proprio intervento.

Rispondendo alle critiche alla riforma Gelmini rivolte durante l’incontro dai docenti e dagli altri rappresentanti dell’università, Fini ha spiegato che "ci sono tante ragioni per sperare di creare una società migliore e credo – ha detto – che ai primissimi posti ci sia un futuro migliore per i nostri figli e quindi la qualità delle nostre scuole e dell’ università". "Ma bloccare questa riforma – ha ribadito – sarebbe un clamoroso errore e chi protesta deve anche porsi il problema del perchè c’è in Italia un così alto numero di disoccupati laureati". "C’è un problema di oggettiva qualità dei titoli di studio – ha concluso – e di collegamento delle università con le realtà economiche". Fini ha anche fatto riferimento all’eccessivo numero di università e poli didattici che, ha detto "sono 322 in un Paese con 104 province: e poi si dice che i costi dell’università non possono essere compressi".

Per l’ex leader di An, "l’unico rischio della riforma dell’università è che sia sottofinanziata, ma è sbagliato radicalmente contestarne lo spirito". Sulla ricerca Fini ha sottolineato che "deve essere quanto più pubblica possibile". Ma per lui il tema principale da affrontare è quello della qualità dell’Università: "Piaccia o meno – ha concluso – l’unico criterio su cui costruire un’università migliore è quello del merito".

L’uscita dall’università del presidente della Camera è stata accompagnata dagli slogan di protesta contro la riforma da parte di alcune decine di studenti che hanno manifestato all’esterno per tutta la durata dell’incontro.

Le dichiarazioni della terza carica dello Stato sono state accolte positivamente dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. "Colgo in modo positivo questa dichiarazione perchè sono da sempre convinta che il centrodestra debba battersi nella scuola ma anche nell’università e nel mondo della cultura per affermare valori come il merito, la responsabilità, la centralità dell’impegno anche negli studi". "Quindi – ha aggiunto il ministro promotore della riforma – mi auguro che oltre al voto favorevole a questa riforma ci possa essere da parte di Futuro e Libertà una disponibilità a non votare la mozione di sfiducia nei confronti di Sandro Bondi".

Da Antonio Di Pietro, invece, è giunto l’ennesimo attacco in seguito alle affermazioni di Fini, definendolo "ipocrita". "Ecco la prova provata che Fini ci marcia e che, in realtà, rimane il braccio destro del governo Berlusconi", ha commentato il leader dell’Italia dei Valori. "Solo un ipocrita – chiosa Di Pietro – e un connivente può dire che questa riforma sia un bene per l’università, giacchè tantissimi ricercatori, docenti e studenti sono scesi in piazza in tutta Italia. Questa è una riforma fatta esclusivamente di tagli economici al settore che umilia le professionalità, le manda per strada e brucia il futuro di questo Paese". "La cultura e l’istruzione sono settori su cui investire e non da mortificare" conclude il leader dell’ Idv.