Università, Mussi: “Ridurrò i corsi a numero chiuso”

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Università, Mussi: “Ridurrò i corsi a numero chiuso”

12 Settembre 2007

“Ridurrò ulteriormente i corsi di laurea a numero chiuso”.  È questa la reazione del ministro dell’Università
e ricerca, Fabio Mussi, che è intervenuto sulla polemica innescata dai recenti
scandali sui test di ingresso alla facoltà di medicina.

Con queste parole il ministro ha risposto a chi, nei giorni
scorsi, aveva proposto di abolire il numero chiuso e ha quindi puntualizzato
che: “Ci sono regole da rispettare”.

“L’Italia è vincolata da obblighi comunitari a stabilire il
numero di studenti che si possono iscrivere. Ma – precisa – questi obblighi
riguardano solo alcuni corsi di laurea, cioè medicina e chirurgia, odontoiatria
e protesi dentarie, medicina veterinaria, corsi direttamente finalizzati alla
formazione di architetto (che comprende le lauree in architettura e ingegneria
edile)”.

Intanto i corsi di laurea a numero chiuso in Italia
diventano sempre più numerosi. Perciò, ha proseguito Mussi: “In futuro le
università che vorranno disporre l’accesso programmato dovranno richiedere
l’autorizzazione al ministero”. Infatti, ha aggiunto: “I vincoli europei per
certe professioni ci sono. Ma poi quei vincoli devo essere visti in relazione
ai profili specifici”.

Il ministro ha ricordato inoltre che: “Il ministero ha
richiesto a ciascuna università di dar conto delle ragioni per cui è stata
disposta, per determinati corsi di laurea, la programmazione a livello locale”,
che consente agli atenei di introdurre paletti per l’accesso. Da qui è emerso “che
il numero chiuso risulta previsto per un numero di corsi che oltre ad apparire
eccessivo, suscita perplessità quanto alla sua giustificazione, poiché viene
fatto generico riferimento all’articolo 2 della legge italiana che regola la materia,
cioè la 264 del 1999”.

Mussi ha poi proseguito aggiungendo che: “Ogni limitazione
del numero di accessi al di fuori delle fattispecie indicate dalla legge
costituisce un’ingiusta limitazione del diritto allo studio, garantito dall’articolo
34 della Costituzione”. In proprosito, “quest’anno avevo già fatto un passo in
avanti riducendo di 160 unità i corsi di laurea a numero chiuso (-15% sul
totale).

“Penso – ha concluso – di andare verso una ulteriore
riduzione”.