Usa: economia e Iraq nel discorso sullo stato dell’Unione

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Usa: economia e Iraq nel discorso sullo stato dell’Unione

Usa: economia e Iraq nel discorso sullo stato dell’Unione

29 Gennaio 2008

L’America ha ascoltato ieri sera
l’ultimo discorso sullo stato dell’Unione del presidente George
W. Bush.

Un discorso dai toni più dimessi rispetto al passato, e
meno enfatico sul fronte delle promesse. Niente impegni
impossibili da mantenere e nessuna foga nello spiegare il suo
punto di vista; Bush è apparso fermo, ma calmo.

Due gli argomenti su cui ha battuto il tasto nel suo ultimo
discorso sullo stato dell’Unione: da un lato l’economia, in un
momento in cui gli americani vivono nel timore di una imminente
recessione negli Stati Uniti, e dall’altro i progressi che sono
stati raggiunti in Iraq grazie alla strategia dell’incremento
delle truppe decisa dalla Casa Bianca lo scorso anno.

“La nostra economia sta attraversando un periodo di incertezza”,
ha detto Bush. Per questo motivo, “per fare in modo che la nostra
economia continui a crescere e che la nostra gente continui a
lavorare”, è fondamentale che il piano di stimoli per l’economia
non venga “ritardato nè deragliato”, ma sia approvato “il prima
possibile”.

Oltre all’economia, altro punto focale del discorso di Bush è
stato l’Iraq e i successi conseguiti nel paese. Il presidente ha
sottolineato che, un anno fa, pochi “avrebbero potuto immaginare
i risultati che gli Stati Uniti sono stati capaci di conseguire”.
E invece, “è calato il numero degli attacchi terroristici, delle
morti civili e delle violenze settarie”. Questo, grazie alla
strategia decisa dalla Casa Bianca nel 2007, che si è tradotta in
un iniziale incremento delle truppe Usa: una strategia su cui
molti erano scettici e che invece ha dato, ha ripetuto Bush, un
esito positivo, visto che “al-Qaida sta fuggendo dall’Iraq e noi
la sconfiggeremo”. Come diretta conseguenza dei successi
incassati, l’America ora sta finalmente assistendo al ritorno a
casa dei suoi soldati. Nei prossimi mesi “torneranno a casa più
di 20.000 soldati americani dall’Iraq”, mentre “ogni ulteriore
riduzione dipenderà dalle condizioni e dalle raccomandazioni che
arriveranno dal generale” David Petraeus, comandante delle truppe
americane in Iraq, ha precisato il presidente.

Il discorso del presidente è durato più di quanto fissato in
calendario: quasi un’ora, contro i 45 minuti previsti. Molti gli
applausi che sono arrivati dal Congresso, per lo più ovviamente
dai membri repubblicani. Tra i grandi protagonisti arrivati ad
ascoltare il suo discorso, una raggiante signora in rosso Hillary
Clinton e il candidato afroamericano Barack Obama, con a fianco
il suo sostenitore Ted Kennedy.

(Apcom)

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