Usa-Iran. Clinton: “Sanzioni molto dure se rifiuta il dialogo”
22 Aprile 2009
di Redazione
Il segretario di Stato Hillary Clinton ha oggi auspicato sanzioni "molto dure" nei confronti dell’Iran se respingerà le offerte di dialogo. Il segretario di stato Hillary Clinton, durante una testimonianza alla Commissione Esteri del Congresso, ha detto oggi che è "imperativo" per gli Stati Uniti bloccare la minaccia di un Iran dotato di armi nucleari.
La Clinton ha detto che gli Usa stanno "gettando le basi per far scattare sanzioni molto dure" contro l’Iran che "potrebbero rivelarsi necessarie se le nostre offerte saranno respinte" o se il tentativo di dialogo dovesse mostrarsi "insoddisfacente o senza risultati".
Il segretario di Stato ha comunque ribadito l’impegno Usa a cercare un dialogo con Teheran: "Dopo anni trascorsi ai bordi del campo adesso gli Stati Uniti sono entrati adesso in campo per quanto riguarda i colloqui internazionali con l’Iran".
Hillary Clinton ha anche parlato sulla situazione in Pakistan. L’avanzata dei talebani nel paese, fino a un centinaio di chilometri da Islamabad, rappresenta "una minaccia per l’esistenza" del Pakistan. Il segretario di Stato ha detto che non può essere in alcun modo sottovalutata la minaccia rappresentata per il Pakistan dalla avanzata dei talebani "che sono in questo momento a qualche ora da Islamabad".
"Questa avanzata è effettuata da un gruppo di terroristi che tentano di assumere il controllo dello Stato del Pakistan – ha detto la Clinton – che come tutti noi sappiamo è uno stato nucleare". Questa situazione, ha sottolineato, è "una minaccia mortale" per la sicurezza del Pakistan, degli Stati Uniti e del resto del mondo.
La moglie dell’ex presidente americano ha riservato alla fine il capitolo su Cuba, affermando che "il regime di Castro a Cuba sta per finire". Il segretario di stato ha commentato le recenti affermazioni, apparentemente non in sintonia, fatte dai fratelli Fidel e Raul Castro sulla disponibilità cubana a discutere con gli Usa tutte le questioni, comprese quelle dei prigionieri politici e dei diritti umani. "Stiamo assistendo all’inizio di un dibattito a Cuba", ha osservato la Clinton. "Penso che questo è un regime che sta per finire – ha aggiunto il segretario di Stato – È un regime destinato a terminare. Dobbiamo essere pronti a questa eventualità".
