Usa. La disoccupazione sale all’8,9% ad aprile, persi 540mila posti lavoro

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Usa. La disoccupazione sale all’8,9% ad aprile, persi 540mila posti lavoro

08 Maggio 2009

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti sale all’8,9% ad aprile, con un aumento di 539 mila persone in cerca di lavoro. La quota totale dei disoccupati è pari a 5,7 milioni in tutto il paese, la cifra più alta da quando è iniziata la recessione nel dicembre 2007. Il tasso di disoccupazione a marzo era all’8,5%.

Ad attenuare la perdita di posti di lavoro in aprile è stata tuttavia l’assunzione su base temporanea di migliaia di lavoratori interinali in vista del censimento del 2010. "Il governo in totale ha assunto 72mila lavoratori e gran parte di questi è in preparazione del censimento del prossimo anno", ha spiegato il responsabile dell’ufficio statistiche del governo Keith Hall.

Senza questa componente dunque la perdita sarebbe stata in linea o superiore a quella prevista dagli analisti (610mila). Dall’inizio della recessione nel dicembre 2007 ad oggi, l’economia americana ha perso 5,7 milioni di posti di lavoro e ben 2,7 milioni nei soli ultimi quattro mesi. "Le perdite di posti di lavoro continuano lungo tutto l’arco del settore privato", ha spiegato Hall. Secondo molti economisti, e vari governatori della Fed, il tasso di disoccupazione potrebbe superare il 10% entro la fine dell’anno prima di tornare a scendere una volta ripartita l’economia.

Ma per una ripresa vera e propria, occorrerà attendere che la corporate America torni ad assumere a ritmi accelerati e questo sembra destinao ad avvenire in un futuro molto lontano. Per certi versi, la disoccupazione è già ora questa soglia: se ai senza lavoro si aggiungono i lavoratori sotto-utilizzati o in part-time forzato, il totale in aprile è salito dal 15,8% dal 15,6% di marzo e 6,6 punti percentuali in più di un anno fa. A livello di settori, in aprile il comparto manifatturiero ha perso altri 146mila impieghi (1,6 milioni dall’inizio della crisi) mentre il settore costruzioni ha eliminato 110mila posizioni.

In calo di 269mila unità gli addetti del comparto servizi mentre le attività di vendita al dettaglio hanno lasciato a casa 46.700 commessi. In crescita solo il comparto della sanità che ha assunto 17mila nuovi lavoratori. La settimana lavorativa infine è rimasta invariata a 33,2 ore mentre i salari orari sono aumentati di 1 centesimo a 18,51 dollari.