Usa. Obama: “Più tasse ai ricchi per pagare la riforma sanitaria”

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Usa. Obama: “Più tasse ai ricchi per pagare la riforma sanitaria”

27 Febbraio 2009

Barack Obama proporrà un aumento delle tasse per i redditi più alti per poter finanziare la promessa riforma tesa ad assicurare ad un numero maggiore di americani l’assistenza sanitaria. Lo ha scritto ieri il New York Times, anticipando i contenuti del budget che oggi la Casa Bianca invierà al Congresso e specificando che gli aumenti arriveranno in forma di riduzione delle deduzioni fiscali introdotte da George Bush in favore dei redditi sopra i 250mila dollari, una piccola percentuale dei contribuenti americani.

L’amministrazione Obama poi intende fare cassa anche con il sistema di "cap and trade" previsto in una nuova regolamentazione in materia ambientale, attraverso il quale le compagnie si potranno pagare il diritto a superari i limiti imposti di emissioni. In questo modo si potrà garantire la copertura per l’estensione di sgravi fiscali per i prossimi due anni in favore delle famiglie di basso e medio reddito.

Le due misure confermano la linea della nuova amministrazione americana per una maggiore redistribuzione del benessere, imponendo un rafforzamento del peso fiscale sulle corporation e sui redditi più alti. La riduzione delle deduzioni fiscali infatti scatterà per le aliquote più alte, dal 33 al 35 per cento.

I consiglieri economici della Casa Bianca mettono nero su bianco sulla proposta di budget il fatto che la riforma tesa a garantire la possibilità di curarsi agli oltre 30 milioni che ora non hanno assistenza verrà in parte finanziata "riequilibrando il sistema fiscale in modo che i più ricchi paghino di più". L’idea è quella di abolire la misura considerata ingiusta che, nel modello introdotto da Bush, permette a chi è più ricco di avere deduzioni più consistenti sulla stessa cifra per esempio donata in beneficienza da chi ha un reddito più basso.

Per quanto riguarda la Sanità il piano Obama prevede una consistente espansione del sistema con la creazione di un fondo di riserva da 634 miliardi nei prossimi 10 anni, lanciando una riforma che secondo gli esperti alla fine costerà almeno mille miliardi di dollari, nota oggi il Washington Post.

La misura prevede anche un controllo più severo degli onorari dei medici, costi di ricovero e prezzi dei medicinali, arrivati a livelli stellari con il sistema delle assicurazioni private, e che sempre più spesso mandano sul lastrico le famiglie medie americane. Inoltre, si promette una maggiore efficienza e quindi risparmi per l’attuale sistema sanitario pubblico, diversi programmi tra i quali i principali, il Medicare per i pensionati ed il Medicaid per le famiglie a bassissimo reddito, consumano da soli il 5 per cento del prodotto interno lordo, vale a dire 660 miliardi all’anno. I risparmi in questo settore dovrebbero garantire metà del finanziamento del fondo.

Tutta l’operazione rappresenta una novità e nello stesso tempo una scommessa dal punto di vista politico: l’amministrazione infatti si è preoccupata di individuare le risorse per la riforma prima ancora di avanzare proposte concrete su come attuarla. In questo modo Obama spera inanzittutto di riuscire a portare il Congresso, e soprattutto l’opposizione repubblicana, sul tavolo delle trattative per arrivare insieme ad una proposta complessiva.

Ma anche mostra di aver fatto tesoro degli errori commessi in passato da un altro presidente democratico che ha tentato di riformare la Sanità, Bill Clinton. Allora l’amministrazione, con il coinvolgimento attivo della first lady Hillary, lavorò per mesi in segreto a una proposta che quando alla fine fu presentata al Congresso fu velocemente e definitivamente liquidata. "Il nostro obiettivo è arrivare all’assistenza sanitaria universale – ha assicurato agli attivisti che da anni si battono per questo Keith Fontenot, assistente per il budget dell’amministrazione – il presidente è aperto a tutte le idee che vengono proposte e vuole lavorare in modo aperto con tutti al Congresso".

Ma su una cosa Obama sembra irremovibile, la necessità e l’urgenza di agire sulla sanità: "I costi della sanità sono una delle principali ragioni per cui le piccole imprese chiudono e le corporation si trasferiscono all’estero – ha detto nel discorso al Congresso – provocano una bancarotta in America ogni 30 secondi, entro la fine dell’anno potrebbero far perdere la casa ad 1,5 milioni di americani: considerati questi fatti, non possiamo permetterci di rimandare questa riforma".