Home News Usa. Primarie, in Alaska il Tea Party ottiene a sorpresa un testa a testa

Usa. Primarie, in Alaska il Tea Party ottiene a sorpresa un testa a testa

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È in Alaska che, nella tornata di primarie di ieri, che il Tea Party ha ottenuto il suo risultato più importante. Lisa Murkowski, la repubblicana che dal 2002 ha il seggio al Senato che dal 1981 è controllato dalla sua famiglia, infatti è stata costretta ad un testa a testa da Joe Miller, candidato del movimento ultraconservatore ribelle allo stesso establishment del Gop che, cosa importante, aveva ottenuto il sostegno di Sarah Palin, ex governatrice dell'Alaska, ex candidata alla vice presidenza e stella in ascesa della destra repubblicana.

Nelle primarie di ieri infatti Miller ha ottenuto circa il 51% dei voti, sconfessando i sondaggi che fino all'ultimo davano a Murkowski, che ha speso molto più del suo avversario nella campagna elettorale, in testa. In ogni caso, si dovrà aspettare ancora per conoscere il vincitore, dal momento che - si legge sull'Anchorage Daily News - finora sono stati conteggiati solo 7mila dei 16mila voti per posta. La Murkwoski rischia così di unirsi alla lista di repubblicani considerati troppo moderati dalla base repubblicana, che dopo la pesante sconfitta elettorale del 2008, è tornata a galvanizzarsi intorno agli slogan popolusti e conservatori del Tea Party, che hanno perso il loro seggio, battuti nelle primarie da candidati il più delle volte alla prima esperienza politica.

John McCain, invece, è riuscito a fiutare in tempo il rischio di perdere, a 73 anni e dopo essere stato sconfitto nella corsa alla Casa Bianca da Barack Obama, la nomination al suo quinto mandato al Senato ed è corso ai ripari disinnescando la "mina" che il Tea Party aveva messo sul cammino del repubblicano criticato perché troppo moderato: J.D. Hayworth, un ex deputato e conduttore di un programma radiofonico conservatore. E lo ha fatto spostandosi nettamente a destra su alcuni argomenti centrali della campagna, ed in particolare su quello dell'immigrazione, facendo una vera e propria inversione dal momento che il senatore nel 2008 era stato uno degli sponsor della riforma, poi naufragata, che prevedeva anche una sanatoria. McCain ora è diventato un portavoce della richieste di maggiore sicurezza e controllo, e un sostenitore del 'murò sul confine da lui in passato criticato, in linea con i sentimenti maggioritari nello stato dove è stata approvata una controversa e severissima legge in materia, che è stata bloccata nelle sue parti più criticate - anche dalla stessa amministrazione Obama che ha fatto ricorso di incostituzionalità- prima della sua entrata in vigore a luglio. McCain così ieri ha facilmente vinto le primarie, proprio come le ha vinte senza problemi Jan Brewer, la governatrice repubblicana dell'Arizona che da mesi difende contro e tutti e tutto a spada tratta le legge anti-immigrati.

Ma la vittoria dell'anziano senatore repubblicano è arrivata a caro prezzo, sottolineano gli osservatori politici e gli avversari democratici: "Oggi i repubblicani dell'Arizona hanno nominato per il senato Hayworth sotto le spoglie che un tempo erano di McCain" si legge in un comunicato al vetriolo dei democratici, che indicano come il Tea Party abbia in realtà vinto avendo costretto un moderato a spingersi su posizioni estremiste pur di mantenere il seggio.

Guardando invece a casa democratica, il senatore del Vermont Patrick Leahy ha senza problemi mantenuto la nomination, ma è soprattutto dalla Florida che arriva la notizia più importante, quella della vittoria di Kendrick Meek, deputato afroamericano di 43 anni, che ha sconfitto il ricco immobiliarista Jeff Greene nel duello per la nomination alle prossime elezioni per il Senato.

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