Usa. Rahm Emanuel pronto a lasciare la Casa Bianca a ottobre
22 Settembre 2010
di Redazione
Dopo l’annuncio dell’uscita di scena di Larry Summers, il consigliere economico di Barack Obama che torna a Harvard, la Casa Bianca rischia di perdere nei prossimi giorni un altro pilastro, Rahm Emanuel. Il capo dello staff del presidente infatti potrebbe lasciare l’incarico già nei primi giorni di ottobre se finalmente prenderà la decisione, che sta accarezzando ormai da mesi, di candidarsi a sindaco di Chicago, si legge oggi sul sito di Time.
Citando fonti della West Wing, l’ala della Casa Bianca dove si trovano gli uffici dello staff del presidente, il sito del magazine spiega come Emanuel voglia evitare che si possa creare un qualsiasi dubbio di conflitto di interessi tra il suo ruolo di governo e un’eventuale candidatura, o che qualcuno possa accusarlo di voler fare campagna elettorale da una posizione di vantaggio. Per questo si sta pensando ad una sua eventuale rinuncia all’incarico in tempi rapidi. Senza contare che negli ultimi giorni, appunto per valutare tutti gli elementi prima di prendere la decisione di candidarsi alla guida della sua città natale, e di adozione di Obama, Emanuel ha avuto continui contatti con i leader della città dell’Illinois ed ha incontrato Jesse Jackson jr, il deputato democratico figlio del reverendo che potrebbe essere un suo possibile rivale alle primarie del prossimo febbraio.
Insomma, è stato assorbito da impegni personali, anche se le fonti della Casa Bianca assicurano che questi incontri "non interferiscono con i suoi compiti ufficiali", vale a dire uno dei lavori più estenuanti di Washington, che inizia alle cinque del mattino e va avanti fino a tarda notte. Se Emanuel deciderà di candidarsi quindi l’ipotesi più probabile è quella di una sua veloce uscita dalla Casa Bianca, che – ipotizza Time – potrebbe avvenire prima della sospensione dell’attività del Congresso, l’otto ottobre prossimo in vista delle elezioni di mid term del 2 novembre. Se Emanuel, che è un ex deputato di Chicago, deciderà di candidarsi alla poltrona che è da sei mandati consecutivi democratico Richard Daley, dovrà entro il prossimo 22 novembre raccogliere 12.500 firme per partecipare alle primarie del 22 febbraio, a cui si prevede possano partecipare, oltre Jackson, l’ex senatrice liberal Carol Moseley Braun e il deputato Luis Gutierrez.
Obama, intanto, sta già prendendo in considerazione una lista di possibili sostituti di Emanuel, un mastino che in questi 20 mesi trascorsi alla Casa Bianca è stato più volte al centro di polemiche e tensioni, come quella con i democratici liberal al momento dell’approvazione della riforma sanitaria. Tra i nomi che circolano quello del vice consigliere per la Sicurezza Nazionale, Tom Donilon, del consigliere legislativo della Casa Bianca Philip Schiliro, del consigliere Bob Bauer e di Ron Klain, attuale capo dello staff del vice presidente Joe Biden. "Nessuno è indispensabile, e se lui decidesse di andare, vi sarebbero molti in grado di sostituirlo" ha dichiarato in una recente intervista David Axelrod, il super consigliere di Obama.
