Usa: scontro tra Obama e Hillary in tv
22 Gennaio 2008
di Redazione
Hillary Clinton e Barack Obama trasformano in una zuffa
personale il dibattito televisivo in Carolina del Sud.
I due democratici infatti non hanno solo litigato sulla
riforma sanitaria, sull’Iraq, ma si sono rinfacciati di tutto, comprese le
vicende giudiziarie dei finanziatori e il sostegno alle grandi corporation. E,
soprattutto, Obama ha lanciato il suo affondo contro il ‘convitato di pietra’
della serata, Bill Clinton, tornando ad accusare l’ex presidente di diffondere
falsità sul suo conto per promuovere la moglie.
“Ci sono io qui, non lui” è stata la stizzita
risposta di Hillary, che però ha ‘alzato’ la palla a Obama per una nuova
schiacciata: “Beh, a volte non so dire contro chi sto correndo”. Ma
lo scontro più animato si è avuto quando la Clinton – che ha sterzato
fortemente a sinistra in materia di politica economica, promettendo che da
presidente porterà maggiore controllo federale sul mercato – ha attaccato il
senatore afroamericano per aver riconosciuto un ruolo importante alla
presidenza di Ronald Reagan, accusandolo di sostenere la politiche
ultraliberiste dei repubblicani. “Non è vero” ha replicato Obama,
affermando di aver combattuto la politica reganiana mentre, da giovane
avvocato, aiutava i disoccupati finiti per strada a Chicago, mentre “tu
eri un avvocato delle corporation, membro del consiglio d’amministrazione di
Wal-Mart”. La Clinton dal 1986 al 1992 è stata nel board della
multinazionale diventata il colosso della distribuzione Usa con una politica di
taglio di prezzi e degli stipendi e dei benefit dei dipendenti.
Questo non ha impedito alla democratica di replicare che in
realtà il giovane avvocato Obama “rappresentava gli interessi
dell’immobiliarista dei quartieri poveri di Chicago”. Il riferimento è ad
Antonin ‘Tony’ Rezko, l’uomo d’affari e fundraiser messo sotto inchiesta dai
giudici federali per tangenti, che ha avuto un ruolo, ora imbarazzante per
Obama, nell’acquisto della mega villa del senatore dell’Illinois.
Il battibecco tra i due ha costretto ai margini John Edwards
che alla fine ha dovuto, con una battuta, ricordare che “siamo tre in
questo dibattito”. In realtà , l’ex senatore della Carolina del Nord, che
sa bene di giocarsi sabato prossimo nelle primarie nella confinante Carolina
del sud le ultime speranze di rimanere in gioco in vista del supertuesday, ha
avuto non buon gioco nel ricordare che il punto sono i programmi in favore
degli americani e non le liti personali. “Le domande importanti sono,
quanti bambini avranno l’assistenza sanitaria, quante persone avranno l’istruzione
garantita, quanti ragazzi potranno andare al college – ha affermato l’ex vice
di John Kerry – rispetto i mie avversari, ma dobbiamo capire che non si tratta
di una competizione personale”.
Scherzando poi sul fatto di sentirsi in imbarazzo a essere
“l’unico maschio bianco” in gara, Edwards poi ha spiegato di ritenere
di essere l’unico dei tre candidati in grado di vincere il prossimo novembre il
voto dell’America profonda, perché, a differenza degli altri due che sono stati
eletti in grandi città – New York e Chicago – tradizionalmente democratiche,
lui rappresenta l’America rurale.
Organizzato dal Congressional black caucus institute – il
think tank del gruppo dei rappresentanti afroamericani al Congresso – il
dibattito della Cnn è stato anche incentrato sulla questione del voto nero,
cruciale a cinque giorni dalle primarie in Carolina del sud dove la metà degli
elettori sono afroamericani. I sondaggi parlano di un elettorato nero in
maggioranza schierato con Obama, con il 60%, con una svolta nei mesi scorsi
quando gli elettori afroamericani davano in massa il loro sostegno ad Hillary,
soprattutto in ricordo del presidente Clinton che fu allora soprannominato
“il primo presidente nero d’America”.
Ed è stato proprio sulla battuta di Toni Morrison che si è
avuto uno dei momenti più rilassati del dibattito quando Obama ha provocato le
risate del pubblico, e di Hillary, dicendo che “dovrò indagare di più
sulle capacità di ballerino di Bill per capire se sia veramente un
fratello”.
