Usa. Settimana decisiva per Obama: in agenda sgravi fiscali e trattato Start

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Usa. Settimana decisiva per Obama: in agenda sgravi fiscali e trattato Start

12 Dicembre 2010

Settimana decisiva negli Stati Uniti, quella che si apre domani, per le tasse e il trattato Start sul disarmo nucleare. Il Congresso si appresta a votare, nei giorni che precedono la pausa natalizia, sulla proroga per due anni dei tagli fiscali decisi dall’ex presidente Usa George W. Bush, nonostante non ci sia una chiara maggioranza in favore.

Sempre la prossima settimana, cresce l’attesa per il voto di ratifica al Senato del Trattato Usa-Russia Start sul disarmo nucleare, che l’attuale inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, si è impegnato a far entrare in vigore appena possibile, sia nei confronti dell’opinione pubblica Usa, sia nei confronti delle autorità russe.

La Casa Bianca ostenta ottimismo, nonostante non ci siano ancora garanzie sui numeri. Alla Camera, le frange più radicali del partito democratico al potere sono furiose contro le concessioni fatte dal presidente all’opposizione repubblicana, accettando di prorogare gli sgravi per tutti, anche per i più ricchi, nonostante le assicurazioni fornite in campagna elettorale. Al Senato, le perplessità vengono dai repubblicani, che vorrebbero più tempo per esaminare i dettagli del provvedimento.

In realtà, a gennaio si insiederà il nuovo Congresso, quello scaturito dalle elezioni politiche di metà mandato del 2 novembre, con una maggioranza repubblicana alla Camera e una opposizione più forte al Senato. Questo spiega perchè Obama ha dovuto fare concessioni ma anche perché i repubblicani temporeggiano. Alla Cnn, il consigliere di Obama David Axelrod si è detto convinto che la proroga degli sgravi fiscali – che scadono alla fine dell’anno – passeranno alla fin fine nonostante i malumori, perchè non far nulla sarebbe devastante per la classe media. "Pensiamo che una volta tornato alla Camera otterremo un voto sul provvedimento e che ce la faremo", ha oggi detto Axelrod.

La misura ha un costo stimato in 856 miliardi di dollari, superiore cioè al piano di stimolo dell’economia varato l’anno scorso tra le polemiche. Sullo Start, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs si è detto dal canto suo convinto che Capitol Hill non andrà in vacanza prima di avere ratificato il Trattato sul Disarmo.