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Vacanze. Fallimento “Viaggi del Ventaglio”, sono centinaia le denunce

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Sono arrivate centinaia di denunce in Procura a Milano da clienti che avevano prenotato le vacanze con "I Viaggi del Ventaglio". La società è stata dichiarata fallita giovedì scorso dal Tribunale di Milano, con un 'buco' di circa 200 milioni di euro. Al momento sul tavolo del pm di Milano Luigi Orsi sono arrivati gli esposti di numerosi clienti-creditori. Gli inquirenti, intanto, sono al lavoro per valutare eventuali profili penali relativi al fallimento della società.

Con un esposto presentato oggi alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, il Codacons ha chiesto alla magistratura in indagare in merito alla vicenda. "Non capiamo come sia stato possibile continuare a vendere pacchetti turistici del Ventaglio nonostante il grave stato di dissesto economico della società, noto ad una moltitudine di soggetti, e addirittura anche dopo la dichiarazione di fallimento - sottolinea in una nota il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - La magistratura dovrà verificare le responsabilità di quei soggetti che, pur essendo a conoscenza della situazione a dir poco critica, hanno consentito la vendita di vacanze 'bufala' a migliaia di ignari cittadini, soggetti che devono essere puniti col carcere!".

Giuseppe Verna, curatore fallimentare della società dopo che il tribunale di Milano la settimana scorsa ne ha dichiarato il fallimento, ha spiegato che la scelta del commissario giudiziale è stata mirata a tutelare gli interessi dei creditori. Nella sua relazione, infatti, ha sostanzialmente bocciato il concordato preventivo presentato dagli avvocati della società turistica. Nelle considerazioni conclusive del documento di 25 pagine, Verna si rende conto del "possibile effetto distruttivo della presente relazione", tuttavia, sottolinea che "al mercato va restituita solo l'impresa capace di creare nuova ricchezza. Mi è sembrato che nel caso di specie, la volontà dei creditori verrebbe a essere espressa non dai medesimi, ma da soggetti che si immedesimano nell'imprenditore: questi, di fatto, sarebbe arbitro di accettare la proposta da lui stesso formulata".

Il commissario giudiziale della società turistica, il 29 giugno aveva depositato una relazione sul tour operator esprimendo il suo giudizio sulla proposta di concordato preventivo depositata in tribunale a Milano dai legali della società. In particolare, Verna ha sottolineato il conflitto di interessi determinato dalla circostanza che "tra i liquidatori ci sono anche gli amministratori delle altre società del gruppo Il Ventaglio ammesse al concordato e quindi possono esprimere, con riferimento alle quattro società ammesse al concordato (tre a Milano e una a Genova) voti incrociati". Senza contare, continua il commissario nella sua relazione che i dati contabili mettono "in luce risultati di periodo fortemente negativi e una tendenza al peggioramento della performance economica". Inoltre, Giuseppe Verna ha sottolineato il fatto che "la proposta di soddisfare una parte dei creditori privilegiati, quindi essenzialmente l'erario e gli enti previdenziali, mediante assegnazione di azioni, non è legittima" perché stabilisce la legge che "le obbligazioni pecuniarie devono essere estinte con 'moneta avente corso legale'".

Adiconsum ha chiesto di mettere fine ad un sistema che favorisce i 'furbi' e condanna i turisti, un sistema che non tutelando i consumatori "finisce col penalizzare anche i Tour Operator corretti". Per questo l'associazione di difesa degli utenti propone la realizzazione di un Fondo gestito dall'Antitrust e con la presenza delle Associazioni dei Consumatori e delle aziende del settore, a tutela dei rispettivi interessi rappresentati. "È ora di cambiare registro - dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - realizzando un Fondo paritetico alimentato con le multe comminate dall'Antitrust nei confronti delle Agenzie di Viaggio e dei Tour Operator e da quote, anche minime (1 euro), a carico di tutte le aziende per ogni pacchetto viaggio venduto, compresi quelli messi in vendita dalle aziende on-line".Ma le vacanze rovinate, continua Giordano, troppo spesso dipendono da fallimenti di compagnie aeree, come Myair e Sky Europe, oltre che da perdita di bagagli, ritardi, annullamenti di voli, overbooking. Per risarcire tali disagi, è tempo anche, ad avviso di Adiconsum, di costituire un Fondo Paritetico gestito da Enac, che veda la presenza delle Associazioni dei Consumatori, delle compagnie aeree e dei gestori degli aeroporti, alimentato da una quota minima (0.50 euro a tratta aerea) a carico delle compagnie aeree.

Secondo Adiconsum, "non si può continuare a privatizzare gli utili e a socializzare le perdite. Non è possibile continuare a richiedere l'intervento della fiscalità generale o far pagare unicamente i consumatori per i disservizi ed i fallimenti di intere aziende".

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