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Varese. C’è un indagato per l’omicidio della donna con le mani mozzate

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Svolta nell'indagine sull'omicidio di Carla Molinari, l'anziana donna uccisa nella sua abitazione a Cocquio Trevisago, in provincia di Varese, sulla quale l'assassino ha infierito mozzandole le mani e recidendole la gola fino a decapitarla.

A quanto si apprende gli inquirenti hanno indagato una persona sulla quale, al momento, si ignorano anche le generalità.

Fin dall'inizio gli inquirenti avevano indagato nel giro delle conoscenze della vittima. Erano numerose le impronte di scarpe in tutta la casa, escluso il bagno, del tipo da ginnastica, nume­ro non grande (38/39). Sembravano corrispondere alle scarpe della vittima e seguire traiettorie senza senso. In al­cuni punti erano appaiate, come per la conseguenza di un salto. Insensate, tanto da far pensare a un depistaggio, ipotesi che vale anche per i quattro mozziconi di sigaretta (diversi l’uno dall’al­tro), senza cenere accanto e ritro­vati per terra. Così come avrebbero potuto essere depistaggi la cernie­ra slacciata dei pantaloni di lei (perché si pensasse a una violen­za?) oppure le carte lasciate sui cassetti e la cura sistematica nel­lo svuotarli tutti, come si voles­se suggerire la teoria di una rapi­na o un furto.

In casa non c'erano altri segni i disordine o collut­tazione, a parte uno sgabello per terra accanto alla donna. L'assassino aveva allacciato la cerniera del suo maglioncino, prima aper­to perché sul davanti non ci so­no i segni dell’oggetto appuntito con cui è stata colpita 15 volte.

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